11 Luglio Lug 2018 1105 11 luglio 2018

La finanza? Ormai è solo una guerra tra algoritmi (e come sempre nel capitalismo vince il più furbo)

Se volete capire la finanza c'è un libro che non potete non leggere: “6/5” di Alexandre Laumonier, che finalmente arriva in Italia. Una non-fiction novel in cui i protagonisti che guidano i mercati sono gli algoritmi. Proprio come succede nella realtà, anche se dietro ci sono sempre degli uomini

Wolf Linkiesta
The Wolf of Wall Street (2013)

Se avete due soldi investiti in una qualche borsa sparsa nel mondo o se, a vario titolo, i vostri risparmi, gestiti dal più prudente dei family banker, entrano in un qualsiasi “concone” azionario, be’, è fondamentale che vi mettiate subito a leggere un libro pazzesco. Dite: no, ma io non ho neanche un centesimo che si “inzucca” con l’altro e sto pensando seriamente di fare il viaggio della speranza al contrario, salendo su un barcone e cercando fortuna verso le coste africane, be’, fa niente, dovete leggerlo lo stesso, per capire come funziona la finanza di questo piccolo e fottuto pianeta nella periferia della Via Lattea. Il libro si intitola 6/5. L’autore è Alexandre Laumonier. La prima edizione è dell’editore belga Zones Sensibles e oggi, passando anche dal successo francese con Seuil, arriva in Italia grazie alla romana Nero Editions, nella collana Not. E, in sintesi, è un sublime esempio di “non fiction novel”.

Uno dei protagonisti è Sniper, collega di Guerrilla, Stealth, Sumo, Blast, Iceberg e Shark. Sono algoritmi e stanno tutti a Mahawah, nel New Jersey, dentro un capannone grande come sette stadi di football americano, dove, semplicemente, gestiscono la finanza planetaria.

La premessa del saggio è piuttosto storicizzata. Dal 17 maggio 1792, quando nacque il New York Stock Exchange, a oggi, la finanza è stata spesso sotto lo scacco di banditi tanto intelligenti quanto scaltri. Soprattutto, nel corso dei secoli (da Napoleone a Waterloo, con il colossale business dei Rothschild, a oggi), il più furbo, tecnologicamente parlando (sfruttando la migliore tecnologia possibile del proprio tempo), riesce a essere più veloce della concorrenza e, di conseguenza, quello che guadagna di più – anche fregando gli altri. Tutto ciò, prima avvalendosi dello sforzo umano, poi, da anni, di quello degli algoritmi ultra-veloci.

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