13 Luglio Lug 2018 0750 13 luglio 2018

Il Montale che non ti aspetti: la storia dell'amuleto (ritrovato) che regalò all'amante Clizia

Marco Sonzogni, esegeta di Montale, ha scoperto l'amuleto che il poeta regalò a Clizia per sigillare il loro amore impossibile. L'intervista tra pettegolezzo e letteratura

Montale Linkiesta

In questa storia il fato e il nitore dell’amore si fondono. Secondo il mito, replicato da Ovidio, Clizia è la ninfa ripudiata dal Sole, ma, non ammettendo il rifiuto, arsa dalla pena, si muta in girasole, il fiore che con il suo enorme occhio giallo sfida ogni giorno l’astro. Come si sa, Clizia è il nome mitico che Eugenio Montale affibbia a Irma Brandeis, studiosa newyorchese di Dante, proveniente da ricca famiglia ebraica, incontrata a Firenze, nel 1933. A me commuove sempre il modo in cui Montale cinge Irma, con quel verso dantesco, nella Primavera hitleriana, delicatissimo e definitivo, “Guarda ancora/ in alto, Clizia, è la tua sorte, tu/ che il non mutato amor mutata serbi,/ fino a che il cieco sole che in te porti/ si abbàcini nell’Altro e si distrugga/ in Lui, per tutti”. Eccolo, il sigillo dantesco, tu che il non mutato amor mutata serbi, che sta a dire che l’immutabile è amare, mentre tutto si corrompe, con la pazienza di chi già ha saputo e schivato la morte.Ma questa è letteratura. Marco Sonzogni, che insegna all’altro capo del mondo, all’Università di Wellington, in Nuova Zelanda, che di Montale è esegeta, del suo rapporto con Clizia soprattutto (La speranza di pure rivederti… Clizia, Montale e l’impossibilità di dirsi addio, Archinto, 2013), e nel tempo libero di occupa di Seamus Heaney (ha curato nel 2016 il ‘Meridiano’ Mondadori che ne raccoglie le Poesie), ha scoperto l’arcano, congiungendo il fatto biografico, l’oggetto reale, al gesto letterario, metaforico. Insomma, Montale, a sigillare un rapporto impossibile – Montale, come ogni scrittore vero, era avido di rapporti estremi e assoluti, per farne letteratura – visto l’incombere della Mosca, cioè Drusilla Tanzi, futura moglie del poeta, promette a Clizia-Irma un amuleto, anzi, un pegno. Ora: Sonzogni, coccolato dal fato, quel magnetico amuleto l’ha trovato (“Nel mio ultimo soggiorno a stelle e strisce legato allo studio delle carte di Clizia, accanto ai faldoni – di varia grandezza e contenuto, già quasi tutti scrutinati – notai che c’era anche una piccola scatola, di quelle che si usano per spedizione postali, con «in testa» una scritta in inchiostro nero di pennarello: «Stationary», cioè «cancelleria».

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