Le relazioni sono la base di una buona vita professionale: ecco 5 consigli per coltivare il proprio network

Dare la priorità agli altri, coltivare relazioni offline, contattare gli altri prima del momento del bisogno. Coltivare un network non vuol dire stare con chi ci sta simpatico. Ci vuole metodo e fatica, ma è fondamentale. Ecco qualche suggerimento su come farlo

Networking Linkiesta
13 Luglio Lug 2018 1100 13 luglio 2018 13 Luglio 2018 - 11:00

Coltivare un network di relazioni per aumentare le proprie opportunità di lavoro e carriera non sempre coincide con lo stare piacevolmente in compagnia di altre persone. Secondo alcuni, anzi, se ci divertiamo troppo a fare networking significa che non lo stiamo facendo bene. Coltivare relazioni non significa chiacchierare solo con chi ci sta simpatico: significa anche frequentare riunioni noiose, sacrificare davanti al pc minuti preziosi del nostro tempo libero, inseguire persone non sempre ben disposte, fare il primo passo per ricucire rapporti deteriorati, prendere porte in faccia. Ci vuole metodo e fatica, anche per i caratteri più solari e compagnoni.

Di seguito una serie di suggerimenti strategici per valorizzare e sviluppare il nostro network professionale.

Mettere al centro gli altri.
La regola sacra del networking è la seguente: «Quando incontri qualcuno, prima di chiederti cosa può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per lui». In quest’ottica stringere relazioni significa prima di tutto portare valore agli altri. Significa inoltrare annunci di lavoro, segnalare opportunità di business, presentare possibili partner, scrivere lettere di referenze, prestare strumenti di lavoro, suggerire contenuti. I più abili costruttori di relazioni sono soprattutto dei «facilitatori»: mettono in contatto le persone, organizzano incontri. Più questi «favori» sono spontanei e non richiesti, più generano sentimenti di riconoscenza e impegno alla reciprocità.

Fare manutenzione del network.
Il nostro network ha bisogno di manutenzione continua. Non possiamo svegliarci solo quando decidiamo di cambiare lavoro o vediamo calare il nostro fatturato. Perché ci diano opportunità, le relazioni devono essere vive, e per esserlo devono poggiare su una continuità di contatti. Solitamente investiamo in relazioni solo nel momento del bisogno, se non addirittura in quello della difficoltà. Quando gli affari vanno meglio sentiamo di non aver bisogno degli altri, ci chiudiamo nei nostri interessi. Paradossalmente sarebbero invece proprio questi i momenti in cui dare maggiore impulso al networking. Se il nostro lavoro ci soddisfa, infatti, siamo più liberi e creativi, più capaci di trasmettere agli altri energia positiva e idee.

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