Perché tutto il mondo tifa contro la Francia

Da un lato c'è la simpatia per la squadra piccola (ma neanche tanto) di un Paese piccolo come la Croazia. Ma dall’altro c’è il fatto che la Francia deve farsi perdonare molte cose da moltissimi Paesi

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14 Luglio Lug 2018 0745 14 luglio 2018 14 Luglio 2018 - 07:45

Se la parola “francofobia” non esistesse già, andrebbe inventata in occasione del Mondiale. Come si spiegherebbe altrimenti il fatto che, arrivata la Francia in finale, tutto il mondo all’improvviso preferisce tifare per la Croazia? Certo, c’è la solita storia dell’underdog, della squadra piccola (ma mica debole) della nazione piccola che sfida il gigante: piace dai tempi di Davide contro Golia. Ma c’è anche altro. Del resto non è per caso che la parola “francofobia”, come si è accenato sopra, esiste già. Ma perché?

Secondo alcuni è per colpa delle guerre. In Europa i francesi ne hanno fatte tantissime, quasi contro tutti. Con l’Inghilterra per quasi cento anni, come è noto. Ma anche con la Spagna (nel XVII secolo), con il Portogallo (lo invase nel 1801), le Fiandre, l’Olanda – et alii – sempre nel XVII secolo. E poi con la Prussia, la Germania (a più riprese e con esiti vari), la Russia (li invase pure, ma finì male), con tutti gli Stati italiani prima durante e dopo l’Unità, l’Austria (ovvio), l’Ungheria, la Boemia e perfino la Svizzera!

E poi: hanno invaso e colonizzato con violenza l’Africa, tenendo con il pugno di ferro Algeria, Tunisia e Marocco, Gabon, parte del Congo, Repubblica Centrafricana, Ciad, Benin, Guinea, Burkina Faso, Mauritania, Camerun, Gibuti, Costa d’Avorio, Niger, Madagascar, più una marea di isolette, sia nell’oceano indiano che atlantico. Si conta anche un passaggio veloce in Somalia. Si ritrovano anche nelle Antille (Haiti, Dominica per fare due nomi), nel Sudamerica (Guyana), hanno provato ad estendersi in Indocina (Vietnam, Cambogia, Laos) nel Canada (non è un caso che in Quebec si parla francese) e hanno tenuto in piedi protettorati più o meno convincenti nel Medioriente dopo il crollo dell’Impero ottomano.

Sarà per questo che vengono odiati? Forse, ma non solo.

Gli americani ce l’hanno con loro fin dai tempi delle critiche di De Gaulle alla guerra in Vietnam, poi a causa della resistenza di Chirac alla guerra in Iraq, con litigi surreali sulle patatine fritte (poi quando si è trattato di bombardare la Libia su proposta di Cameron i francesi sono volati subito). Gli australiani e i neozelandesi non li sopportano per i test nucleari a Mururoa. I cinesi esponevano le teste dei soldati uccisi durante la guerra franco-cinese del 1884. Forse solo gli abitanti dell’Antartide, cioè i pinguini, non nutrono sentimenti anti-francesi. Tutto vero, ma non basta come spiegazione.

Gli italiani hanno motivi di risentimento fin dal XIX secolo, quando l’intervento francese di Napoleone deluse tutte le speranze di risollevamento e unificazione immaginate da intellettuali come Foscolo e Manzoni. Vittorio Alfieri, per rabbia, scrisse pure un trattato, intitolandolo non per niente Il Misogallo. Ma è solo per questo che vengono odiati?

No: vanno aggiunte le ruberie artistiche compiute proprio da Napoleone, la competizione per chi ha il vino più buono o il formaggio migliore, il disprezzo della loro classe dirigente nei confronti delle istituzioni italiane (vedi: dottrina Mitterrand), la vanagloria eccessiva sulla Rivoluzione Francese, i gusti discutibili a tavola (rane e fegato d’oca), il rifiuto di imparare lingue straniere (nemmeno fossero inglesi), la grandeur senza fondamento, le continue liti sul possesso del Monte Bianco, lo shopping dei nostri grossi marchi, le insinuazioni di Domenech: “Truccate le partite”, il golden goal del 2000, le risate di Sarkozy, gli insulti di Macron, la testata di Zidane. È per questo? Sì, anche, ma non solo.

Se si guarda bene, pure la Croazia ha fatto cose molto gravi (e più recenti) contro di noi, azzerando la componente italiana in Istria. Tutto vero, tutto grave. E allora perché il nemico restano i francesi?

Be’, perché sono antipatici.

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