16 Luglio Lug 2018 0740 16 luglio 2018

Mondiali 2018: ha vinto la Francia, hanno vinto i più forti (e vinceranno ancora per molto tempo)

La nazionale di Deschamps ha espresso un grandissimo gioco fatto di velocità, tecnica, grinta fondato sulla qualità delle stelle Mbappé, Griezmann, Pogba e la quantità dei gregari come Matuidi: più che integrazione, programmazione e coraggio (un messaggio per il nostro calcio moribondo)

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Jewel SAMAD / AFP

Hanno vinto loro. Anzi, hanno stravinto loro, i galletti. Che mai come quest’anno hanno dimostrato così tanta qualità, così tanto talento, così tanto strapotere. Sono passati solo due anni da quella maledetta finale persa a Euro2016 contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, quel CR7 che ha lasciato Madrid - dopo tre Champions League consecutive (quattro in totale) - e che adesso approda a Torino, alla Juventus. La stessa Vecchia Signora che, guarda caso, in Finale presentava due suoi giocatori titolari tra Francia e Croazia e senza alcun dubbio fondamentali: da una parte Mandzukic e dall’altra Matuidi. Il francese è uno di quei giocatori dalla qualità tecnica limitata ma dall’indubbio valore tattico e carismatico, quei giocatori che hanno il ruolo di attori non protagonisti, di gregari, ma non di comparse, caratteristiche importantissime in una squadra fenomenale come quella francese. Non badate a chi ha fatto di tutto per farvi credere che la Francia non abbia espresso un buon calcio in questo Mondiale. Non è vero. La Francia ha giocato come sa giocare, contenimento e ripartenza di grande qualità e velocità.

La squadra di Deschamps ha fatto un capolavoro affrontando tutti i livelli di un gioco complicato, passando per il percorso più complesso possibile dopo un girone semplice e non all’altezza dei Blue incontrando prima l’Argentina di Messi (zoppicante, mediocre a tratti, ma comunque con l’erede di Maradona, Di Maria, Aguero, Higuain e Dybala, per citare alcuni grandi nomi di campioni presenti nella formazione di Sampaoli). Poi, dopo il 4-3 all’Argentina, l’Uruguay di Cavani e Suarez, protagonista dell’eliminazione del Portogallo e in semifinale il Belgio, che ha chiuso al terzo posto il proprio percorso in Russia, di Hazard, Lukaku e De Bruyne, e in finale la Croazia di Modric, Rakitic e Perisic.

Non badate a chi ha fatto di tutto per farvi credere che la Francia non abbia espresso un buon calcio in questo Mondiale

Un percorso netto, fatto di giocate sprezzanti e di scelte intelligenti. Il capolavoro di Deschamps è epico. E in questo momento, il ct d’oltralpe, rappresenta il calcio francese più di Zinedine Zidane e meglio di Platini. Gli unici due mondiali vinti dalla Francia hanno come unico comun denominatore la presenza del regista nato a Bayonne che nel 1998 era di fatto un gregario - alla Matuidi, ma dalle grandi qualità tecniche - e in Russia è stato prima un selezionatore preciso e accorto e poi un allenatore capace di trascinare una nazione e di capire i momenti dei propri giocatori, delle partite e del mondiale stesso.

La Francia ha davanti una strada spianata, fatta di talento e cinismo, di attenzione e caparbietà, ma soprattutto ha davanti a sé la possibilità di diventare una nazionale trascinata dal suo giocatore più forte, dall’uomo immagine, anzi dal ragazzo che sta e starà per un po’ di tempo su tutte le copertine del mondo, Kylian Mbappe. Numero 10, dribbling, tecnica, velocità, tiro, intelligenza e solo 19 anni. Il peso sulle spalle non sa cosa sia - né del numero della sua casacca, né del suo valore di mercato - né tantomeno di un mondiale e di un gol, quello fatto in finale, che gli ha permesso di eguagliare Pelé (che sui social gli da il benvenuto per essere entrato nel club dei baby bomber). Non c’è solo giovinezza e spensieratezza nella squadra che ha vinto il mondiale ma anche esperienza e abitudine a giocare partite di livello internazionale come per Pogba, Varane, Kante e soprattutto Antoine Griezmann, vero leader tecnico di una nazionale fatta di campioni. Sempre lucido, altruista e, anche se non è una qualità calcistica, sorridente. Sì, perché in un mondo che non sorride più, che non si diverte più, vedere la luce negli occhi di un giocatore che è soprannominato, per i suoi valori in campo, Le Petit Diable sembra un ossimoro, un po’ come divertirsi quando si parla e di gioca di calcio.

La Francia ha vinto, nessuna scusa, nessun alibi. La Francia è la più forte del mondo e lo sarà per molto tempo.

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