Quesiti linguistici
28 Luglio Lug 2018 0745 28 luglio 2018

Si dice “mesiversario” o “complemese”? Risponde la Crusca

Nessuna delle forme usate per festeggiare una ricorrenza mensile risulta finora attestata nella lessicografia italiana. Ma il problema di trovare un termine non vale solo per la lingua italiana

Month Linkiesta
(Pixabay)

Tratto dall’Accademia della Crusca

Il problema di trovare un termine adatto per festeggiare la ricorrenza mensile di un evento non è solo strettamente italiano. Vediamo una breve rassegna di alcune lingue romanze (e non) che hanno creato termini specifici e con meccanismi di formazione analoghi per esprimere il medesimo concetto.

La lingua spagnola da cumpleaños ‘compleanno’ ha formato la parola cumplemés, mantenendo la parte verbale del composto cumple- da cumplir e sostituendo años con mes. Diversa la situazione per formare la parola corrispondente all’it. mesiversario. Infatti dallo sp. aniversario ‘anniversario’ si hanno due forme diverse: mesversario, nel quale si mantiene la forma spagnola mes ‘mese’, e mensiversario, formata invece con il lat. mens, -is ‘mese’.

Anche in catalano si attesta la forma cumplemes sulla base di cumpleany ‘compleanno’, ambedue calchi dallo spagnolo, così come sporadiche attestazioni di mesversari sul modello del cat. aniversari ‘anniversario’.

Si può segnalare che in entrambe le lingue si attesta sporadicamente anche cumplesueños (sp.) e cumplesomnis (cat.), il cui corrispondente it. complesogno ha la sua unica attestazione in un blog reperibile in rete. Tale parola può dirsi ancora un hapax ed esprime il significato di ‘festeggiamento della ricorrenza annuale (o mensile, non è specificato) di un sogno’.

In portoghese la forma con più attestazioni risulta essere mêsversario, modellata sul port. aniversário ‘anniversario’, con la sostituzione di mês ‘mese’ ad ani.

In francese risultano presenti due varianti corrispondenti al nostro mesiversario: moisversaire e mensiversaire. Anche qui, come per lo spagnolo, la differenza è nella scelta del primo elemento che va a inserirsi al posto di anni nella parola fr. anniversaire. Nel primo caso si adotta la forma corrente del francese mois ‘mese’, nel secondo si richiama il latino mens, -is.

In rumeno, invece, risulta presente solo la forma luniversare sul modello di aniversare ‘anniversario’, con la sostituzione ad ani di lună ‘mese’.

Si chiude questa carrellata con un’unica lingua non romanza, ovvero l’inglese. Anche qui, come per il francese e lo spagnolo, i termini sono due. Infatti, dall’ingl. anniversary ‘anniversario’, parola d’origine latina confluita e integrata nel lessico inglese, si hanno sia monthversary, con il mantenimento del primo termine inglese month ‘mese’, sia mensiversary, di nuovo con il termine latino mens, -is.

Il problema di trovare un termine adatto per festeggiare la ricorrenza mensile di un evento non è solo strettamente italiano

Passiamo ora alle voci italiane. Nessuna delle quattro forme designate per festeggiare una ricorrenza mensile risulta finora attestata nella lessicografia italiana. Tuttavia i vari termini, nel senso generale di ‘ricorrenza mensile di un avvenimento importante’, perlopiù una nascita o un fidanzamento, hanno una certa diffusione in diversi testi recenti, con qualche singolare anticipazione già in documenti di metà Ottocento o inizi Novecento e dunque non possono considerarsi neologismi in senso stretto.

Iniziamo con le tre forme compimese, complimese e complemese riportando per ciascuna alcune attestazioni e le frequenze su Google.
La parola compimese sembra comparire per la prima volta nel 1852, in riferimento alla ricorrenza mensile dei moti milanesi del 1848:

Ho rilevato con dispiacere dal di lei rapporto di jeri, N.° 27, P. R., come una ciurma di giovinastri, composta del considerevole numero di 60 a 80, nel progetto di far deserto codesto teatro Onigo, nel giorno 3 andante, compimese dei noti trambusti a Milano, fischiava quei pochi vi entravano, e notamente degl’I.R. ufficiali. – N. 655. Treviso, 6 febbraio 1848 (Carte segrete e atti ufficiali della polizia austriaca in Italia dal 4 giugno 1814 al 22 marzo 1848, vol. III, Capolago, Tipografia elvetica, 1852, p. 266).

Altre attestazioni più recenti si dispongono lungo un arco cronologico che va dal 1998 al 2018 e sono reperibili in Google libri. Esse testimoniano un uso prevalente di compimese per indicare il festeggiamento mensile di una nascita o di un fidanzamento. In generale, si possono contare circa 13.200 risultati in Google (dati aggiornati al 9/7/2018).

Il secondo termine, complemese, sembra di formazione più recente, documentato a partire dal 1982, in un articolo di “Panorama” di quell’anno:

È allegato alla rivista Espansione, che in novembre compie suo 150° complemese e lo festeggia con 322 pagine, un concorso e due regali.

Anche qui segnaliamo altre occorrenze dal 1984 al 2017. In totale abbiamo circa 15.200 risultati su Google (dati aggiornati al 9/7/2018), un numero maggiore, quindi, rispetto a quello segnalato per compimese.

L’ultima parola, complimese, è attestata in Google libri ancora più recentemente, a partire dal 1995:

Nella ricorrenza del primo appuntamento, il nostro ‘complimese’, ci festeggiammo con una cena a lume di candela (Nicoletta Spallitta, Figlie di eroi, Torino, Gribaudo, 1995, p. 177).

Anche per questa forma si possono segnalare altre attestazioni dal 2003 al 2016. Inoltre, si contano circa 24.000 risultati in Google (al 9/7/2018), un numero dunque ben maggiore rispetto alle prime due varianti.

In linea generale, tutte e tre le parole possono dirsi ben formate in italiano. La prima, compimese, è un composto verbo + nome (V+N) formato dal verbo compiere (o compire) e dal sostantivo mese, sul modello di altri composti analoghi, quali asciugamano, spremiagrumi, apribottiglie e così via.

Per quanto riguarda invece complemese, la parola è formata sul modello dell’italiano compleanno, a sua volta calco dallo spagnolo cumpleaños, composto di cumplir ‘compiere’ e año ‘anno’; in questo caso il primo elemento, comple-, è tratto appunto da compleanno e, nonostante l’inesistenza in italiano del verbo *complere, risulta comunque trasparente, grazie anche alla vicinanza con verbi come completare e lo stesso compiere.

L’ultimo termine, complimese, ha una composizione analoga a complemese, da cui si differenzia per la chiusura della e protonica in i, dovuta sia dall’analogia con i composti V+N in cui l’elemento verbale termina appunto in -i (cfr. i succitati spremiagrumi, apribottiglie), sia, forse, dall’influsso di parole italiane come complimento.

Veniamo ora a mesiversario. La sua prima attestazione risale al 1934:

È il mesiversario del nostro matrimonio” rispose suo marito gravemente (Occidente. Sintesi dell’attività letteraria nel mondo, Roma, Le edizioni d’Italia, 1934, p. 105).

Altre ricorrenze più recenti compaiono in romanzi italiani conosciuti al grande pubblico come Gli anni della Feluca di Lucio D’Ambra (1989), Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia (2004), Una passione sinistra di Chiara Gamberale (2009) e Autopsia dell’ossessione di Walter Siti (2010).

Da ultimo, i circa 66.600 risultati in Google (dati aggiornati al 9/7/2018) dimostrano una vitalità maggiore rispetto alla terzina compimese, complemese e complimese.

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