2 Agosto Ago 2018 1250 02 agosto 2018

L'ultima frontiera della lotta al crimine? La genealogia genetica

Per la prima volta, un crimine è stato risolto grazie all'utilizzo di un database con profili Dna. Un metodo che potrà essere utilizzato anche per trovare una soluzione a celebri (e meno recenti) cold case. Ma le conseguenze non finiscono qua

Dna Linkiesta

Il caso è chiuso: Il 28 luglio un uomo di 31 anni, Spencer Glen Monnett, è stato arrestato dalla polizia dello Utah per lo stupro di una donna anziana, Carla Brooks. Il crimine era stato perpetrato nel mese di aprile. Monnett è stato identificato grazie alla “genealogia genetica”. Le tracce di DNA lasciate sulla scena del crimine hanno permesso di risalire ai suoi parenti, quindi al colpevole.

Non più solo casi irrisolti: Quest’anno la polizia ha cominciato a utilizzare la genealogia genetica per risolvere famosi casi che erano rimasti irrisolti per decenni, quali il caso del killer di Golden State, risalente agli anni ’70. Finora, almeno una mezza dozzina di omicidi sono stati risolti grazie a questa tecnica.

Come funziona: I genealogisti caricano le sequenze di DNA raccolte dalla scena del crimine all’interno di un imponente database di profili genetici per individuare i parenti del sospetto non ancora identificato. Una volta ultimato l’albero genealogico del sospetto, le informazioni vengono passate ai detective tradizionali per permettere loro di procedere alla cattura.

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