Egoista a chi? Viva Richard Gere, papà a 68 anni

Orologio biologico? No grazie. Se la vita si allunga, se il mondo è degli over 50, perché dobbiamo smettere di avere desideri, perché non possiamo aspettare il momento giusto? Fanno più danni i pregiudizi, che la realtà

Richard Gere Linkiesta

Eli Gorostegi / AFP

3 Agosto Ago 2018 0755 03 agosto 2018 3 Agosto 2018 - 07:55

Da quando esiste l'espressione «orologio biologico»? Certamente l'orologio in sé non è mai esistito veramente, se non quello che si riferisce al ritmo circadiano e che è valso il premio Nobel a Jeffrey C Hall, Michael Rosbash e Michael W Young nel 2017. Gli scienziati dissero che il corpo segue il giorno e la notte. L'orologio biologico, ovvero quello che ti dice quando puoi o non puoi avere figli, non contemplato dalle legge, è una di quelle espressioni del marketing finite a impazzare nel nostro dialogo quotidiano per distruggerci la vita. Ai primi appuntamenti tra coppie si dice «tu lo senti l'orologio biologico ?». Una maledetta invenzione per metterci fretta, per sfracellare le coppie che con calma, a qualsiasi età, si avviano a conoscersi e ad avere una relazione seria. (Ma perché nessuno ha ancora parlato del grande complotto dell'orologio biologico?)

Ecco perché Richard Gere, in attesa di un figlio alla veneranda età di 68 anni, al suo terzo matrimonio, ha ben ragione di brindare. È giusto dunque fargli le congratulazioni. Se pensa di farcela lui, chi siamo noi per imperdirglielo? Se è nelle condizioni economiche (sì) e fisiche (sì), niente giudizi: in nessuna democrazia ci sono limiti alla riproduzione. Certo, Richard Gere è un esempio estremo, così come può sembrarlo a parti invertite Brigitte Nielsen che ha avuto il quinto figlio a 54 anni (con un compagno di 16 anni più giovane), dopo avere ammesso di avere congelato gli ovuli proprio in attesa di una gravidanza. Ci sono gli aiutini della medicina, ma sono aiutini moralmente accettabili: non abbiamo clonazioni, uteri in affitto e innesti di specie. Sono gli stessi aiutini che hanno alzato le aspettative di vita. A cosa serve allungare la vita se dopo i 50 non si può fare più niente perché la società punta il dito e giudica egoisti i genitori over 50? Se i tempi, per varie ragioni nelle vite di tutti, e anche in quelle di Richard Gere e Brigitte Nielsen non erano maturi nel cuore della fertilità, che cosa si può fare?

A cosa serve allungare la vita se dopo i 50 non si può fare più niente perché la società punta il dito e giudica egoisti i genitori over 50? Se i tempi, per varie ragioni nelle vite di tutti, e anche in quelle di Richard Gere e Brigitte Nielsen non erano maturi nel cuore della fertilità, che cosa si può fare?

Può succedere anche di peggio, nelle vite più comuni e meno patinate delle star di Hollywood. Tipo che per rispettare la tabella di marcia della vita e per soddisfare le categorie evolutive del marketing, la gente impazzisce: gli uomini, le donne trovano in corsa l'ultimo salito nel treno della relazione e si riproducono. Imbastiscono in fretta e furia un modello di famiglia mulino bianco e recitano una parte. Poi un giorno impazziscono ed entrano in analisi perché hanno fatto le cose perché dovevano farle: hanno perso tempo, hanno rinunciato a tutto per la relazione, per la famiglia, il figlio è un errore ma « uno dei più belli ».

E cose così, non sono da bacchettare almeno tanto quanto anche loro? Si producono pericolosi luoghi comuni. Uno degli esempi più terribili, nella vita di tutti i giorni, è la coppia di Casale Monferrato, dalla cronaca definiti «genitori-nonni», lui Luigi Deambrosis 76 anni e lei Gabriella Carsano 64, (69 e 57 quando nacque la bambina), venne tolta loro la figlia nel 2010 sulle basi di una denuncia per abbandono, che non ci fu. Ma tutte le prime sentenze indagarono poco sull'effettivo abbandono e giudicarono molto, sulla base del luogo comune che impone una soglia d'età per essere genitori. La bambina venne tolta ai genitori naturali e data in affidamento a dei genitori adottivi. Quindi, fa molti più danni il pregiudizio che dopo una certa età non si possano avere figli, o un innocuo Richard Gere papà a 68 anni?

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