Ideologici, pericolosi e velleitari: perché la questione vaccini è la fotografia perfetta del governo Lega-Cinque Stelle

La proroga all’obbligo vaccinale per essere ammessi a scuola è una scelta profondamente sbagliata, che si fonda su pregiudizi duri a morire e che peggiora una situazione in via di miglioramento. La buona notizia è che forse non passa in tempo (e che ci sono Conte e Tria)

Vaccini
6 Agosto Ago 2018 0753 06 agosto 2018 6 Agosto 2018 - 07:53

È difficile trovare un tema che più dell’obbligo vaccinale sintetizzi al meglio il mix di ideologia, pericolosità e velleitarismo del governo Lega - Cinque Stelle. Parliamo, per chi si è distratto, della norma contenuta nel decreto milleproroghe, che per l’appunto proroga di un anno l’obbligo di presentazione dei certificati di vaccinazione per l’iscrizione a scuola. E che segue la circolare dei ministri Grillo e Bussetti che prevede la possibilità di auto certificare le avvenute vaccinazioni per essere ammessi a frequentare gli istituti scolastici.

Possiamo fare tutti i distinguo e i sofismi del mondo, sul valore dell’autocertificazione, sulla necessità di garantire il diritto allo studio, su quello che volete voi, ma non si può negare l’ovvio: che entrambe le norme, il decreto e la circolare, siano figlie del medesimo retroterra ideologico: quello secondo cui le vaccinazioni comportano un rischio per la salute del bambino, rischio sottaciuto per compiacere le multinazionali del farmaco che quei vaccini li producono. È un’ideologia, questa, che sia la Lega sia il Movimento Cinque Stelle hanno fatto propria. Uno su tutti, Matteo Salvini ha dichiarato lo scorso 11 gennaio a Quinta Colonna che «l’Italia è l’unico Paese al mondo, non in Europa, al mondo, che per legge impone dieci vaccini obbligatori a tutti i bambini e senza fare delle analisi che escludano dei rischi per qualche bambino» e che, secondo lui, questa «è una follia, un regalo alle multinazionali del farmaco».

In una sola frase, si ritrovano tutti le bugie dei No Vax. Che esista una correlazione dimostrata tra vaccini e rischi per la salute del bambino, che una diagnosi pre-vaccinale possa in qualche modo mitigare qualunque possibile rischio in merito, che l’Italia sia il solo Paese in Europa o al mondo a prevedere obblighi vaccinali per l'accesso a scuola- ci sono anche Francia, Ungheria, Polonia, Lettonia e non ci sono nei Paesi in cui la copertura è adeguata pure senza obbligo -, avvalorando la tesi che ciò avvenga per compiacere qualche lobby o qualche multinazionale, contro l’interesse nazionale. E non perché, tanto per dire, perché fino al 2017 l’Italia fosse fanalino di coda della zona Euro per copertura vaccinale. O perché questa scarsa copertura avesse portato ad esempio a un epidemia di morbillo con oltre 5000 casi in soli dodici mesi, quattro dei quali mortali. Non bastasse, l’obbligo vaccinale, nel suo primo anno di applicazione, era stato un successo clamoroso, con tassi di copertura che erano cresciuti per ogni patologia: in particolare, per il morbillo, la copertura era passata dall’85% al 90% circa. Comunque ancora al di sotto di quella copertura al 95% che consentirebbe la cosiddetta immunità di gregge anche a quel 5% di bambini non vaccinati.

Ecco perché mettere in discussione l’obbligo vaccinale è pericoloso: perché rischia, sulla base di bugie e preconcetti, di minare la salute dei bambini, in special modo quelli immunodepressi, i più deboli di tutti. Ed è un rattoppo peggio del buco dire che proprio loro saranno messi in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale, restringendo le loro opportunità anziché estenderle - ad esempio, giocare con bambini, parenti e non, che frequentano classi in cui la copertura vaccinale non è garantita, al di fuori dell’orario scolastico

Ecco perché mettere in discussione l’obbligo vaccinale è pericoloso: perché rischia, sulla base di bugie e preconcetti, di minare la salute dei bambini, in special modo quelli immunodepressi, i più deboli di tutti. Ed è un rattoppo peggio del buco dire che proprio loro saranno messi in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale, restringendo le loro opportunità anziché estenderle - ad esempio, giocare con bambini, parenti e non, che frequentano classi in cui la copertura vaccinale non è garantita, al di fuori dell’orario scolastico. E perché si ammette, implicitamente, che l’assenza di immunità di gregge che l’obbligo vaccinale stava perseguendo è un rischio soprattutto per la loro salute, quella che il ministero dovrebbe tutelare più di qualunque altra.

“Fortuna” vuole, si fa per dire, che i gialloverdi facciano le pentole, ma non i coperchi. Che il milleproroghe forse non riuscirà a essere approvato prima della pausa estiva. Che numerose regioni, dalla Toscana all’Umbria, dalla Campania al Piemonte, hanno annunciato che manterranno l’obbligo, essendo la salute una competenza non esclusiva dello Stato. Che l’Ordine dei Medici è insorto di fronte a questo provvedimento, e qualcosa vorrà pur dire. Che ci siano voci dissenzienti persino nel Movimento Cinque Stelle, generalmente monolitico, come il deputato Giorgio Trizzino, direttore dell’ospedale civico di Palermo - “Da quasi 40 anni lavoro in un ospedale pediatrico ed ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite, ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche”, ha dichiarato, onore al merito - e la senatrice Elena Fattori.

La speranza - dura a morire - è che si incartino da soli, insomma. Che come con le bislacche minacce di uscire dall’Euro, o di chiudere l’Ilva, o di sfondare i cordoni della borsa e fare debito come se non ci fosse un domani, la realtà e il buonsenso - di solito impersonificati da Giuseppe Conte e Giovanni Tria - si incarichino di riportare l’azione del governo entro binari razionali. Finché dura, ce li teniamo stretti.

Potrebbe interessarti anche