Da rifiuto a valore: non sprechiamo il nostro cibo, recuperiamolo

La collaborazione tra imprese, startup e organizzazioni negli ultimi anni ha permesso di ridurre fortemente lo spreco alimentare. Migliorando la sostenibilità dell'intera filiera. Ma si può e si deve fare di più: una mappa delle soluzioni e dei modelli di business

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MIGUEL MEDINA / AFP

7 Agosto Ago 2018 1300 07 agosto 2018 7 Agosto 2018 - 13:00
Tendenze Online

Per combattere lo spreco alimentare, molte imprese agri-food si stanno già muovendo in una prospettiva di economia circolare, esplorando anche soluzioni innovative per rendere più efficienti i processi e rafforzare la responsabilità sociale d’impresa.

Il tema è stato affrontato dall’ultima edizione dell’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano, che ha focalizzato l’attenzione della ricerca sulle soluzioni innovative e sui nuovi modelli di business orientati alla riduzione dello spreco di cibo.

Secondo le rilevanze dell’Osservatorio, basate sulla mappatura di 399 startup italiane e internazionali, l’innovazione e la collaborazione emergono come ingredienti fondamentali per passare a sistemi agroalimentari più sostenibili, circolari e inclusivi, su cui occorre lavorare maggiormente in futuro «in grado di ridurre lo spreco alimentare e, più in generale, puntare alla “trasformazione sostenibile” delle imprese», come afferma Alessandro Perego, direttore del dipartimento di ingegneria gestionale e responsabile scientifico dell’Osservatorio. «L’applicazione dei principi della circolarità nel settore – prosegue – richiede infatti nuove soluzioni per prevenire e gestire le eccedenze alimentari, innovazioni di prodotto e tecnologiche, ma anche riprogettazione dei processi gestionali e logistici, fino alla riconfigurazione dell’intera supply chain e della collaborazione tra imprese e altri attori in ottica di sistema. Le startup contribuiscono in misura sempre più decisiva alla spinta innovativa, promuovendo nuovi modelli di business per la sostenibilità sociale e ambientale che attirano le imprese alla ricerca di idee per rafforzare il proprio posizionamento e rispondere alle esigenze di consumatori sempre più sensibili alle sfide sociali e ambientali».

Le forme della collaborazione

In particolare la collaborazione assume due forme diverse: “simbiotica” se permette di sviluppare un modello di business per la creazione di valore sostenibile, oppure “aumentata”, quando permette alle startup che mettono in gioco know-how e tecnologie per il perseguimento di obiettivi di sostenibilità di avere accesso ad un più ampio mercato e di generare maggiori volumi.

Che avvenga sia tra attori della filiera sia tra startup e azienda consolidata e cross-settoriale, la collaborazione gioca un ruolo fondamentale per la riduzione dello spreco alimentare e, in generale, per la sostenibilità della filiera nel suo complesso. Tuttavia, c’è ancora poca consapevolezza delle opportunità generate dalle collaborazioni per la creazione di valore sostenibile per vincoli che riguardano il breve periodo (ad esempio legati ai rapporti contrattuali) ma anche per l’incertezza sull’impatto di creazione di valore nel lungo periodo.

Recuperare le eccedenze alimentari

Per quanto riguarda lo spreco alimentare, negli scorsi anni in Italia l’intensità con cui le eccedenze sono recuperate è cresciuta dal 7,5% del 2011 al 9% nel 2015, grazie a una maggiore consapevolezza sociale e al diffondersi di pratiche innovative, come nuovi materiali di imballaggio per estendere la durata di vita dei prodotti, nuove tecnologie digitali per ottimizzare i processi aziendali e migliorare la gestione delle scorte alimentari, donazioni di alimenti in eccedenza da parte degli attori della filiera a favore delle organizzazioni del terzo settore. E grazie anche all’entrata in vigore della Legge Gadda che ha apportato semplificazioni nei processi di donazione delle eccedenze e ha inserito la possibilità di cessione gratuita delle eccedenze alimentari oltre il tmc (tempo minimo di conservazione), che è superiore alla data di scadenza del prodotto stampata sulla confezione.

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