7 Agosto Ago 2018 0700 07 agosto 2018

Soldi ben spesi: a Washington D.C. useranno 1,5 milioni di dollari per contare i gatti della città

La città americana per tre anni sarà impegnata nel conteggio di tutti gli amici felini presenti: sia quelli domestici che quelli allo stato brado

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Quanti gatti ci sono a Washington D.C.? La domanda suona oziosa, ma la risposta è importantissima. Per questo alcune associazioni della città come PetSmart Charities, la Humane Society, e la Humane Rescue Alliance, coordinate dallo Smithsonian Conservation Biology Institute, si sono impegnate in un’impresa bizzarra: contarli tutti. Secondo le prime stime, ci vorranno tre anni e almeno 1,5 milioni di dollari.

L’obiettivo è ambizioso: fare una sorta di censimento di tutti i felini della città, sia quelli domestici che quelli allo stato brado. Servirà a gestire meglio la popolazione dei gatti e capire anche il loro reale impatto sul resto dell’ambiente. “Sono animali piuttosto controversi”, spiega uno degli attivisti a Npr. “Spesso sono indicati come i responsabili delle uccisioni di piccoli animali, come uccelli e mammiferi”. Questo lato crudele, però, è anche utile “perché aiutano a tenere bassi i numeri delle popolazioni di topi e ratti”.

L’idea è anche quella di catturarli, sterilizzarli e poi restituirli alla città (o, meglio ancora, farli adottare).

Quello che rende così costosa e lunga l’operazione è la portata. Mai prima di oggi si era cercato di certificare la popolazione felina di una città intera. E poi, come è ovvio, le tecnologie utilizzate. “Il gatto è un animale molto riservato”, spiega il biologo Tyler Flockhart al New York Times. “Se ne vedono pochi, in giro. E quando se ne vede uno, si può star certi che lì vicino ce n’è almeno un altro che sta nascosto”.

Servono strumenti adeguati come, ad esempio, telecamere appostate (che saranno azionate dal gatto), sondaggi e ricerche casa per casa (questo riguarda la popolazione felina domestica), analisi del conteggio dei gatti presenti nei vari gattili, fino alla creazione di un modello statistico che possa esplorare le interazione tra i diversi tipi di gatti, sia quelli che abitano in una casa che quelli randagi. Non è esclusa nemmeno la possibilità di controlli a campione in punti specifici della città. Quelli dove ci sono più gatti.

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