Il sesso? Il regno delle libertà: non dovrebbe avere etichette

Dialogo con Barbara Costa, speleologa del sesso autrice di Pornage. «Scrivere di sesso non è facile, ma chi è capace accende la mente. I migliori? Roth, Miller e Nabokov»

Dreamers Linkiesta

Una scena di The Dreamers (2003), regia di Bernardo Bertolucci

8 Agosto Ago 2018 0700 08 agosto 2018 8 Agosto 2018 - 07:00

L’estate, va detto, più che a sdraiarsi sotto l’ombrellone a leggere un buon libro (di solito, poi, sono pessimi) stimola a richiudersi nella prima cabina che passa a sviluppare endecasillabi carnali con quella della spiaggia a fianco. Il corpo, sotto il solleone, finalmente, ragionevolmente, ha il privilegio dell’ostensione e dell’attrazione. E il corpo, si sa, si realizza intersecandosi nell’altro, uno fa la pupilla l’altro la palpebra, insieme sono uno sguardo. Per carità, metto troppa retorica sul vizio – che è poi il virtuosismo della carne – per questo, frenando le mie voglie e sfogando le inibizioni, contatto Barbara Costa, speleologa del porno, esegeta del sesso, autrice, per il Saggiatore, di un libro rivelativo, una rivelazione, Pornage, che è poi un “viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo”, di cui già abbiamo scritto. Barbara mi piace perché sfugge al delirio classificatorio: il sesso è il regno della libertà, c’è chi gode mettendosi un tacco a spillo nel deretano e chi sfiorando la lettera infuocata di un sapido amante, beati tutti, liberi tutti. Soprattutto, con la Costa – valore bibliografico-carnale aggiunto – ci lanciamo in ossessivi dibattiti sulla letteratura e il sesso. Spesso gli scrittori non sanno come trattare il corpo, perché il corpo ammoscia la vanità retorica, è una evidenza che abbacina. Barbara favorisce Philip Roth e Vladimir Nabokov; io preferisco Isaac B. Singer, Laclos e Franz Kafka (in un passo fulmineo de I testamenti traditi, Milan Kindera esplicita il genio kafkiano nello scrivere di sesso), anche se le Lettere di una monaca portoghese sono uno dei testi più eccitanti mai scritti. Segue valzer con la Costa: lei fa la sirena io il bacchettone. (d.b.)

L’estate attizza il desiderio di sesso, di… “famolo strano”. Senti, secondo te il tradimento è la panacea di ogni coppia?

Purtroppo no! Ogni coppia è un universo a sé. È un incontro di voglie sessuali soddisfatte o meno, un’alchimia di codici. Come non esiste la coppia perfetta, non esiste panacea a sicuro lenimento dei periodi bui che ogni coppia attraversa. Oggi però è il concetto di monogamia in discussione, o più precisamente, a esser diventato un’opzione accanto ad altri stili di vita. Mi riferisco ai poliamorosi, ma anche alle coppie che scelgono il tradimento concordato nei sex privé, o tramite amanti trovati insieme via app. Le coppie che consensualmente si dedicano una volta al mese, o solo in estate, alle orge, sono più felici di quelle che non lo fanno? No, sono semplicemente coppie che hanno deciso di vivere la sessualità in modo a loro più consono. Tu mi chiedi dell’estate, ed è indubbio che in vacanza si ha più tempo per il sesso, e per sperimentare. Di questo dato di fatto si sono appropriati specifici tour operator che offrono ferie “alternative”: chi vuole, può prenotare crociere, camping, spiagge, monti, nel cui pacchetto è compreso sesso a volontà. Sono viaggi dove i partecipanti sanno che troveranno persone lì giunte col loro medesimo obiettivo: vacanze di sesso libero, scambista, gratuito, senza dating o altri preliminari. Sono vacanzieri che tornano in città col viso più rilassato di chi magari ha passato l’ennesima estate dai parenti, attorniato da torme di bambini urlanti, o deluso da posti paradisiaci rivelatisi tali solo sull’homepage del sito!

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