11 Agosto Ago 2018 0803 11 agosto 2018

Abbiate coraggio gialloverdi: via gli 80 euro e su l’Iva. Così flat tax e reddito di cittadinanza saranno realtà

Dire che non ci sono i soldi non vale: se il reddito di cittadinanza e la flat tax dovevano essere le pietre angolari del cambiamento e della crescita, che lo siano, subito. E se serve aumentare l’Iva o dire addio agli 80 euro, fatelo immediatamente. Che l'Italia si salva adesso o mai più

Bacio Salvini Dimaio Linkiesta

Proviamo a prenderlo sul serio, il governo del cambiamento di Lega e Cinque Stelle. Proviamo a credere le misure proposte nel contratto di governo non siano un accrocchio di due programmi elettorali antitetici, ma sottendano una visione di futuro precisa e coerente. Proviamo a sperare - non possiamo fare altro - che la maggioranza degli italiani abbiamo votato, in una fase complicatissima per il futuro del nostro Paese, forze politiche che hanno un piano tale da cambiare il fosco destino che attende l’Italia.

Se così fosse, caro Conte, non c’è spazio per le ambiguità e per i valuteremo. E no, caro Di Maio, il decretino dignità a costo zero non è sufficiente a farci parlare di rivoluzione. E nemmeno tu, caro Salvini, puoi cavartela con la tua guerra privata ai richiedenti asilo e alle organizzazioni non governative o con le intemerate contro i genitori uno e due. No, belli. Il cambiamento che avete promesso passa da una riforma radicale degli strumenti di sostegno al reddito e da una forte riduzione e semplificazione della pressione fiscale sui redditi. In altre parole, dal reddito di cittadinanza e dalla flat tax.

Tocca fare quel che avete promesso, insomma. Perché queste sono le ricette che avevate in mano per far crescere l’economia e ridurre la disoccupazione. Perché avete detto, in tutte le salse, che si poteva fare tutto e si poteva fare subito. Dire che non ci sono i soldi, insomma, non è una scusa valida. E non solo perché dovevate trovarne nuovo spazio di flessibilità scassando l’Europa e i parametri di Maastricht senza nemmeno chiedere il permesso - temiamo che i mercati non siano dell’idea, ma questo l’avete già capito da soli, pare. No. I soldi ci sono perché potete spostarli da misure che avete sempre definito inutili, costose e sbagliate.

No, belli. Il cambiamento che avete promesso passa da una riforma radicale degli strumenti di sostegno al reddito e da una forte riduzione e semplificazione della pressione fiscale sui redditi. In altre parole, dal reddito di cittadinanza e dalla flat tax. Tocca fare quel che avete promesso, insomma. Perché queste sono le ricette che avevate in mano per far crescere l’economia e ridurre la disoccupazione. Perché avete detto, in tutte le salse, che si poteva fare tutto e si poteva fare subito

Gli 80 euro, ad esempio. È o non è la mancetta di Renzi destinata a chi un lavoro ce l’ha? È o non è una misura clientelare e iniqua che non produce effetti sul lato dei consumi e del potere d’acquisto? Siete voi - peraltro pure con qualche ragione - ad averla sempre definita tale. E allora abolitela, immediatamente. Sono 11 miliardi all’anno, euro più euro meno, risparmiati. Ne bastano altri sei - potete recuperarli dai fondi destinati al reddito d’inclusione e dalla Naspi - e potete far partire il reddito di cittadinanza, riforma dei centri per l’impiego compresa, tutto in una volta sola. Detto, fatto.

La flat tax, invece, costa un po’ di più. Secondo le stime di Carlo Cottarelli e del suo osservatorio sui conti pubblici, rimodulare le aliquote costerebbe una cinquantina di miliardi, ragion per cui l’unico modo per attuarla - no, il condono/pace fiscale è una misura una tantum e non vale - è quello di tagliare la spesa pubblica, o di disboscare un po’ la foresta delle deduzioni e delle detrazioni, che si stima costino all’erario qualcosa come 80 miliardi di euro circa ogni anno. Più che dimezzarle, ne converrete, è un po’ troppo. Però si potrebbero recuperare 12 miliardi, per cominciare, decidendo di non disinnescare le clausole di salvaguardia sull’Iva, facendola crescere al 24%. Non sarebbe finita, certo. Servirebbe trovare altre 38-40 miliardi di detrazioni da tagliare. Ma filosoficamente che male ci sarebbe, in fondo, nel finanziare l’introduzione di una tassa piatta sui redditi, con il leggero aumento di una tassa piatta sui consumi? Se mi rimane di più in tasca, chissenefrega se fare la spesa mi costa qualche euro in più.

Certo, qualcuno rischia di perdere dei soldi e rimanerci male, ma che ci volete fare? Fare le cose, anziché limitarsi a prometterle, è il prezzo che si paga a governare. E scusate se ve lo rinfacciamo, ma ci avete fatto perdere 50 giorni e un bel po’ di soldi, con lo spread a 260, perché volevate governare voi, costasse quel che costasse. Ecco: adesso vi tocca governare. Le scuse stanno a zero.

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