Il sovranismo secondo Lega e Cinque Stelle: svenderci ai padroni del mondo

Tria e Conte volano in Cina e Russia a vendere titoli di Stato, Salvini chiede aiuto all’Europa per i migranti, Conte a Trump per risolvere il caos libico. A quanto pare, essere sovranisti significa chiedere aiuto ai padroni del mondo

Conte Trump Linkiesta

Jim WATSON / AFP

22 Agosto Ago 2018 0800 22 agosto 2018 22 Agosto 2018 - 08:00

Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti, ma i sovranisti di casa nostra evidentemente sono digiuni di cinematografia radical chic, o non le considerano tali. Altrimenti, capirebbero che la parola che hanno scelto per definirsi è poco meno di una presa in giro. Non c’è nulla di sovrano, né di sovranista, infatti, nelle politiche del governo giallo-verde. Semmai, la necessità di trovare nuovi alleati, nuovi cugini grandi e grossi cui svendere la propria sovranità in cambio di un po’ di ossigeno e di protezione.

Lo stanno facendo i ministri Giovanni Tria e Paolo Savona, entrambi alla ricerca di nuovi investitori per il debito pubblico italiano in previsione della fine del Quantitative Easing della Banca Centrale Europea, che già oggi ha ridotto sensibilmente gli acquisti di titoli di Stato. Le agenzie raccontano che Tria sarà in settimana a Pechino, per provare a convincere i cinesi a comprare un po’ di debito pubblico nostrano mentre Paolo Savona volerà da Vladimir Putin per fare altrettanto. Considerate il fatto che il rating che accompagna i nostri Btp sia quello di “quasi spazzatura”, con la prospettiva di un nuovo declassamento nelle prossime settimane, e immaginate cosa potrebbero chiederci i cari amici Xi e Vladimir in cambio della loro generosità. Attendiamo fiduciosi nuove interviste “sovraniste” contro le inique sanzioni alla Russia o contro le immotivate preoccupazioni contro il nuovo imperialismo economico cinese.

Non c’è nulla di sovrano, né di sovranista, infatti, nelle politiche del governo giallo-verde. Solo la necessità di trovare nuovi alleati, nuovi cugini grandi e grossi cui svendere la propria sovranità in cambio di un po’ di ossigeno e di protezione

Non sono i soli, Tria e Savona, che provano a risolvere i problemi dell’Italia in puro stile sovranista, ossia chiedendo aiuto altrove. Lo sta facendo Matteo Salvini ad esempio, che da bravo anti-europeista, chiede aiuto all’Europa per ridistribuire i richiedenti asilo che sbarcano in Italia. Lo fa tenendo in ostaggio 177 migranti eritrei su una nave della guardia costiera italiana ormeggiata al porto di Catania, perché da che mondo e mondo fare i sovranisti con gli ultimi del mondo è più facile che farlo coi primi. E i malpensanti, peraltro, malpensano che sulla pelle di quei 177 disperati si stia giocando pure un’altra trattativa, quella sulla flessibilità che la Commissione Europea ci deve accordare rispetto ai parametri di Maastricht su debito e deficit. Senza, tocca tirare la cinghia, o alzare le tasse, o comunque dire addio alle promesse elettorali. Pugni sul tavolo o cappello in mano che sia, ci sembra tutto molto poco sovranista, ma forse è un problema nostro.

Del resto, peraltro, pure la questione libica pare finisca per risolversi con generose strette di mano tra Giuseppe Conte e Donald Trump. Il tutto, pare, si risolverà con una bella e sovrana cabina di regia Roma-Washington - un’alleanza paritaria tanto quella tra uno squalo e il suo pesce pulitore -, in cui a noi andrà in dono qualche barcone in meno che parte e agli Usa petrolio, gas e una base geopolitica per contrastare la presenza cinese nell’Africa centro-settentrionale e per condizionare un po’ la politica egiziana. Nel frattempo, Trump ci ha già gentilmente chiesto di piantarla con le proteste sul Tap, e noi abbiamo sovranamente acconsentito. Padroni a casa nostra.

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