24 Agosto Ago 2018 1250 24 agosto 2018

Difendi Asia Argento? Verrai ricoperta di insulti (e basta solo questo per stare dalla sua parte)

Chiunque metta in dubbio le accuse di molestie sessuali mosse ad Asia Argento viene aggredita da un esercito di uomini moralizzatori e tuttologi (benché privi di argomenti). Forse l'unica soluzione è davvero “Scopare di più e parlare di meno”

Asia_Linkiesta
LOIC VENANCE / AFP

Qualche giorno fa, con l’uscita di un articolo del Times veniva resa nota la vicenda dell’accordo finanziario di 380 mila dollari per mettere a tacere l’accusa di molestie dell’attore Jimmy Bennett nei confronti di Asia Argento, mandando il mondo in subbuglio. Come? Proprio lei, Asia Argento, paladina del metoo che ha mosso le accuse contro Weinstein, accusata a sua volta da un attore minorenne di violenza sessuale? La vittima che diventa carnefice?

Ho usato la mia bacheca di Facebook per esprimere tutta la mia incredulità sulla vicenda, che mi ha portata a essere accusata, negli ultimi giorni, di svariate cose, tra cui di “femminismo selettivo”, di pesantezza dovuta alla mia mancanza di vita sessuale e invitata, senza troppe cerimonie a “scopare di più e parlare di meno” da un numero imprecisato di lord che conoscerebbero senz’altro un modo per “farmi stare zitta”. Signori che parlano di “fragilità emotiva” utilizzando termini come “pedofilia” perché tanto che cosa ci si può aspettare da una che si limona il cane? Signori di gran classe, che raggiungono il massimo aulico parlando di tette e culi con l’intermezzo di “mi sarei fatto risarcire anch’io se a farmi un pompino fosse stato quel roito di Asia Argento”.

“Quel roito”, infatti. Perché nella logica tette-culo occorre essere di loro gradimento. Che stiamo vivendo in una società maschilista non è una cosa nuova. I commenti inappropriati sono presenti a ogni angolo, tipo quando ti presenti a un incontro business con soli uomini e ti senti dire “l’aspettavamo con ansia, ci voleva una bella distrazione oggi” – aspettate che sfilo il palo dalla mia ventiquattrore e vi faccio una lap dance, che ne dite?

Per non parlare di messaggi e delle attenzioni indesiderate mascherate da complimenti circa la bellezza delle tue tette e la sensualità delle tue labbra – alludendo, in maniera neanche troppo velata, al pompino – che ormai sono così tanto en vogue sui social network che nell’immaginario di questi uomini hanno il potere di arrivarti direttamente al cuore facendoti cadere le mutande. Per poi finire con il tamarro che ti urla complimenti dalla macchina in corsa e l’amica di turno – dal cervello monopolizzato da questa società maschilista – che ti dice “però potevi metterlo un vestito più lungo”. No, non potevo mettermi un vestito più lungo perché si da il caso che mi preferisco scosciata.

Viviamo in una società maschilista, in cui l’uomo è autorizzato e venerato quando riesce nell’impresa di portarsi a letto una donna molto più giovane. Una società in cui se una donna fa la stessa cosa è una mantide religiosa, carnefice manipolatrice e pedofila

Ecco perché mi riesce difficile credere non solo alle accuse di molestie sessuali nei confronti di Asia Argento ma anche al ruolo di moralizzatori rivestito da questa moltitudine di uomini che parlano di un giovane “fragile” dimenticandosi, probabilmente, di essere in possesso di un uccello e di come funziona, almeno finché non desiderano ritrarlo in un selfie e inviartelo in posta privata su Facebook Messenger.

O ancora, di tuttologi professionisti che pretendono di avere una parola rilevante su ogni argomento perché dotati dall’intelletto superiore “da maschio” e qualsiasi argomento che vorrai affrontare – dalla variabilità dell’età del consenso negli Stati Uniti che avrebbero reso il giovane Bennett più povero di 380 mila dollari se l’infausto amplesso si fosse consumato un po’ più a est, alla fantasia maschile adolescenziale dall’acronimo MILF – andrà bene. Quando le obiezioni si esauriscono, torniamo al punto di partenza: “ma era minorenne”, sì quello senz’altro, ma senza troppi scrupoli e con un grande amore per i quattrini che lo portò a denunciare i suoi stessi genitori. “Sì ma lei è proprio una troia” – eccolo qui, il commento tanto atteso. Perché in qualsiasi modo la si voglia mettere, l’indole da troia di Asia Argento uscirà sempre fuori in quanto una donna che va a letto con un uomo che ha la metà dei suoi anni non si può definire altrimenti.

Viviamo in una società maschilista, in cui l’uomo è autorizzato e venerato quando riesce nell’impresa di portarsi a letto una donna molto più giovane. Una società in cui se una donna fa la stessa cosa è una mantide religiosa, carnefice manipolatrice e pedofila.

Una società in cui se asserisci che i casi di abusi sessuali restano una prerogativa degli uomini nei confronti delle donne, vieni chiamata sessista che odia gli uomini. Una società in cui le persone hanno sempre qualcosa da ridire sulla tua vita sessuale che oscilla tra il “scopa di più che almeno ti rilassi” al “mazza che ninfomane”. Una società che è stata così abile nel lavare il cervello a un gran numero di donne che dichiarano “io sono una brava ragazza” facendo storcere il naso a noialtre che continuiamo a chiederci “ma che cazzo vuol dire, tu sei brava le altre no?”. Siamo ancora una società in cui l’immagine della donna ideale è strettamente legata a quella dell’angelo del focolare domestico che “non deve brillare troppo” – Elisa Isoardi docet. Una società in cui una donna riconosce con molta più facilità Simone Inzaghi piuttosto che Simone De Beauvoir in una foto. Una società dei selfies, dei “visualizzato e non risposto”, dei messaggi subliminali sui social network e in cui bloccare qualcuno su Facebook rappresenta il massimo dell’offesa possibile.

In questa società di moralizzatori senza macchia che si ostinano a parlare di buono e cattivo gusto come se si trattasse di un codice morale indiscutibile, forse l’unica soluzione sarebbe davvero quella di scopare di più e parlare di meno per evitare di incazzarsi.

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