27 Agosto Ago 2018 1440 27 agosto 2018

Più brevi, ma più frequenti: ripensiamo le ferie estive

Le vacanze estive sono un retaggio culturale di una società agricola ormai tramontata. Ma i lavoratori continuano ad andare in ferie (o a essere obbligati a farlo) tutti insieme negli stessi periodi dell'anno. Risultato? Stress e poco, vero, riposo. Meglio fare pause più brevi ma meglio distribuite

Volo Linkiesta

L’estate avanza: le vacanze, per molti, sono state la meritata e tanto attesa ricompensa a tanti mesi di fatica e lavoro. Ma siamo davvero sicuri che le vacanze – almeno così come sono impostate da decenni – ci servano effettivamente? Il Time ha dedicato al tema addirittura due copertine, solo apparentemente contradditorie, nel 2010 e 2015: Il caso contro le vacanze estive e poi Chi ha ucciso le vacanze estive?. Mentre la prima cover metteva il focus sugli studenti, che si dice perdano in tre mesi di vacanze continuative conoscenze equivalenti a un mese intero di studio, la seconda rifletteva sui lavoratori (americani): molti in questi anni rinunciano sempre più a partire, o riducono la durata dei viaggi, nel timore di una ripresa troppo dura al loro rientro (le montagne di mail, l’attenzione diminuita, i ricordi che distraggono ecc.).

In effetti, chi di noi non ha mai pronunciato l’assurda frase Mi serve una vacanza per riprendermi da questa vacanza? Sembra un paradosso, e sicuramente ci sono problemi più gravi da riequilibrare nell’esistenza di ognuno, ma la gestione del proprio tempo libero è un tema che è sempre più cruciale nella nostra società contemporanea. Il riposo, in effetti, è una chimera sempre più inafferrabile: diversi studi dimostrano che dormiamo sempre di meno, come fare dunque a sfruttare i tempi che tradizionalmente sarebbero dedicati al recupero delle energie? Non imbarcandoci in vacanze che, appunto, risultano alla fin fine più impegnative delle nostre stesse occupazioni.

Prendiamo voli intercontinentali con scali di ore, progettiamo partenze intelligenti a orari improbabili per saltare traffico che comunque incontreremo, passiamo ore su Tripadvisor a prenotare hotel e ristoranti, cerchiamo le ultime offerte scontate sulle compagnie aeree e sui treni, investiamo forze (e soldi) in gite, visite, scarpinate, ci mettiamo in coda per qualsiasi cosa in spiagge gremite, festival strabordanti, città turistiche affollatissime, piscine tappezzate di esseri umani. Per non parlare dell’impegno culturale: le settimane estive sono quelle in cui ci ripromettiamo di recuperare libri, film, serie, mostre e concerti che non abbiamo avuto la costanza o la forza di fruire nei mesi lavorativi, saturando e alla fin fine programmando ogni minuto libero.

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