Facebook? I giovani non lo usano, ma dai 40 anni in su spopola

La diffusione dei social media - che hanno diversi problemi che stanno tentando di risolvere - soprattutto tra chi non è più giovanissimo è impressionante: la media in Italia? 25 milioni di persone al giorno. Un potere enorme che influenze e viene influenzato dal gusto degli utenti

Facebook Linkiesta
28 Agosto Ago 2018 0930 28 agosto 2018 28 Agosto 2018 - 09:30
Tendenze Online

Da molti mesi le piattaforme digitali stanno provando ad arginare il fenomeno della disinformazione online e tutte quelle dinamiche controverse, dall’hate speech alla vulnerabilità della privacy, che ne minano la credibilità. Oltre a questioni di carattere qualitativo, ve ne sono anche altre di tipo quantitativo. Detto in altre parole, oltre a provare a capire cosa fanno gli utenti online, ci si sta iniziando a chiedere quanto tempo passano le persone sui vari social network. Qualche giorno fa il Pew Research Center ha reso noti i risultati di un’indagine condotta tra il 7 marzo e il 10 aprile di quest’anno da cui emerge che il 54% degli adolescenti americani tra 13 e 17 anni dice di trascorrere troppo tempo al cellulare e il 41% afferma di passarne troppo sui social media. Tuttavia, più della metà, rispettivamente il 52% e il 57%, dice di aver ridotto il tempo passato al telefono e sui social network usando vari strumenti a disposizione. Non è un caso quindi che Ameet Ranadive, Product Management Director di Instagram e David Ginsberg, Director of Research di Facebook, abbiano pubblicato una nota lo scorso primo agosto per mostrare le ultime novità anche sotto questo aspetto. In sostanza l’idea è quella di sviluppare degli strumenti a disposizione degli utenti per migliorare l’esperienza di navigazione su Instagram e Facebook. Insieme a ricercatori ed esperti si stanno elaborando dei modi per ridurre il tempo speso quotidianamente sui questi due social. Sarà necessario andare nelle impostazioni e selezionare “la tua attività” per quanto riguarda Instagram o “il tuo tempo su Facebook” nel secondo caso. Lì sarà indicato quanto tempo trascorriamo mediamente sulla piattaforma da quel dispositivo e si potrà selezionare quanto ne vorremmo spendere, in tal modo una notifica ci dirà quando viene raggiunto il limite scelto. Naturalmente sarà possibile eliminare le notifiche o modificare le impostazioni di volta in volta ma almeno verrà fornito uno strumento per acquisire maggiore consapevolezza delle ore passate a navigare.

A prescindere dal tempo trascorso mediamente da ciascuno di noi ogni giorno, la diffusione dei social network è impressionante e per rendersene conto, è sufficiente leggere i dati relativi a Facebook. Nel secondo trimestre del 2018 gli utenti attivi ogni giorno su scala globale sono stati 1,47 miliardi con un aumento dell’11% rispetto allo scorso anno. Lo stesso aumento ha riguardato gli utenti attivi mensili che sono arrivati a quota 2,23 miliardi di persone. Per capire qual è il quadro italiano, Vincenzo Cosenza ha fatto sapere che in base allo strumento di advertising, gli account potenziali sono 31 milioni, ovvero il 91% degli utenti mensili di Internet. Secondo Cosenza ogni giorno in Italia ci sono in media 25 milioni di persone che consultano Facebook. Dai dispositivi mobili sono 29 i milioni di utenti mensili e 24 quelli giornalieri. Di questi poco più della metà sono uomini (52% contro 48%) ma i dati che sorprendono sono quelli anagrafici. Il 58% di chi usa Facebook ha infatti più di 36 anni, per la precisione il 21% tra 36 e 45 anni, il 19% tra 46 e 55 anni e il 18% più di 56 anni. Solo il 12% di chi naviga in Italia ha tra i 30 e 35 anni e tra 25 e 29, una percentuale di poco più alta (il 14%) copre la fascia 19-24 anni mentre solo il 4% dei giovanissimi tra 13 e 18 anni usa Facebook. Gli utenti più giovani sono dunque altrove, su altre piattaforme digitali. La generazione dei trenta-quarantenni c’è in misura rilevante ma i trentenni sono in calo. Al contrario, cresce la fetta relativa a chi ha oltre 45 anni ma soprattutto ad aumentare è la presenza degli ultracinquantenni, quello che un tempo era il pubblico generalista (e in parte lo è ancora) delle TV nazionali. Non è infatti un caso che siano usate tanto di frequente le dirette Facebook, tipico di un broadcast che ricorda proprio il palinsesto televisivo. Peraltro Franz Russo ha riportato i dati di una recente indagine di Slidely, da cui emerge che le persone preferiscono guardare i video più da Facebook (47%) che da Youtube (41%). C’è stato dunque il sorpasso del social network di Mark Zuckerberg e soci sulla piattaforma nata proprio grazie ai video e Franz Russo riporta, tra le altre cose, che il 71% degli utenti considera i contenuti sponsorizzati da Facebook rilevanti. Tra gli strumenti e il tipo di contenuti messi a disposizione dai vari social network e le caratteristiche anagrafiche dell’utenza vi è una relazione, ciò che piace ai giovani interessa meno a chi è più avanti con gli anni e viceversa. Da questi dati emerge la consapevolezza di dover approfondire tutti gli aspetti relativi ai social network, anche sul versante degli utenti: quanto tempo vogliono trascorrere online? Cosa preferiscono leggere o condividere? Perché se da un lato i nuovi media condizionano le abitudini delle persone, è vero anche il contrario, e gran parte delle caratteristiche delle piattaforme digitali dipenderà dalle preferenze degli utenti.

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