30 Agosto Ago 2018 0740 30 agosto 2018

Mike Pence sogna in grande: «È convinto che Dio lo voglia far diventare presidente»

L’attuale vice della Casa Bianca ha un sogno da quando ha finito le superiori: diventare il Presidente Usa. Al momento deve accontentarsi del secondo posto, ma non è detto che non trami contro il suo stesso benefattore, The Donald

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MANDEL NGAN / AFP

“Tutto ciò che fa, tutto ciò che pensa, è diretto in un’unica direzione: quella che lo vedrà presidente degli Stati Uniti d’America”. È l’opinione espressa dal giornalista della Cnn Michael D’Antonio sul vicepresidente Usa Mike Pence, sul quale ha anche scritto un libro. È un presidente-ombra, un presidente in erba. Di sicuro, non uno che si accontenti del ruolo di vice.

“Quando finì le scuole superiori decise che sarebbe diventato presidente. Era convinto che fosse Dio in persona a chiamarlo per quel ruolo. Ora è vice, ed è un presidente in attesa”, continua il giornalista.

La rivelazione, come è ovvio smentita dallo staff dell’interessato, ha un suo significato. Più il presidente Usa Donald Trump appare in difficoltà, e più il suo vice si sente vicino all’Ufficio Ovale. Addirittura, suggerisce D’Antonio, si trova nella posizione di tramare contro il suo stesso presidente. “Certo, lo farebbe di sicuro”.

Non è una sorpresa per nessuno: il mondo della politica è una fossa di serpenti a ogni latitudine del mondo, figurarsi a Washington. Ed è difficile immaginare che un uomo ambizioso come Pence possa accontentarsi di essere un numero due (anche se, va detto, senza la spinta propulsiva del ciclone-Trump non sarebbe andato con questa facilità oltre la carica di governatore dell’Indiana). Per cui, caro Donald, stai in campana: in tanti vogliono farti le scarpe, tra questi – spiega D’Antonio – anche le persone che ti stanno più vicine.

“Penso che si stia riposizionando, ritagliandosi l’immagine del tipo normale, quello di cui ti puoi fidare”. E se ora gira il Paese cercando di promuovere l’agenda del presidente, “in realtà sta promuovendo l’allargamento del suo network personale”, riporta The Hill.

Network significa contatti, ma soprattutto soldi. Pence “ha messo in piedi un PAC [Political Action Committee] prima di qualsiasi altro vice-presidente”. Secondo il giornalista della Cnn, la sua “infrastruttura per correre alle presidenziali è completa: se Trump dovesse cadere, o scegliere di non ripresentarsi, la candidatura di Pence sarebbe un fatto quasi naturale”.

In realtà dalla Casa Bianca fanno sapere che è tutto falso. Pence, dicono, “ha un cosiddetto leadership Pac, come Paul Ryan o Mitch McConnell”. E secondo la legge non potrà mai venire convertito in un veicolo per puntare alla presidenza”. Sarà vero. Ma nel mondo dei cavilli e dei controcavilli, è sempre bene stare attentissimi.

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