1 Settembre Set 2018 0730 01 settembre 2018

L’indicatore Myers-Briggs è una bufala clamorosa

Non funziona, non ha attendibilità scientifica, non rispetta nessun parametro, non definisce la personalità degli individui. Eppure ci credono in tantissimi

Rational NT Personality Type MBTI

Ha più o meno la stessa validità dei test dei settimanali che si trovano dal parrucchiere. L’indicatore Myers-Briggs, rinomato sistema per definire la personalità di un individuo, non vale nulla. Non lo dice LinkPop, ma lo sostiene Merve Emre, professoressa a McGill e autrice di The Personality Brokers. Nel volume in cui si ricostruisce la storia del test, si evidenziano i limiti originari, e si coglie l’opportunismo delle due invetnrici (madre e figlia) intenzionate a fare soldi vendendo il test alle società assicurative.

I limiti sono evidenti fin dall’inizio. Le due psicologhe, elaborando alcune tesi di matrice junghiana hanno previsto come assunto che le personalità non siano sottoposte a cambiamento. In altre parole, sono sempre le stesse. Di conseguenza, nemmeno i risultati del test dovrebbero cambiare. Eppure ci sono studi che dimostrano come le persone, facendo il test a distanza anche di poche settimane, abbiano ottenuto risultati diversi. Almeno il 50%. Una media che basterebbe a convincersi che si tratta del solito pacco, venduto un po’ meglio e con più impegno.

Il lato marketing è, forse l’aspetto più interessante del volume: il test, una volta creato (si parla degli anni ’40), è stato pubblicizzato con caparbietà dalle sue psicologhe, nel tentativo di farselo comprare al prezzo più alto possibile. Al momento negli Usa “aziende come Standard Oil e General Electric lo usano per selezionare, promuovere o licenziare le persone; college di élite come Swarthmore e Bryn Mawr per ammettere i candidati; burocrazie e uffici per scegliere i funzionari...” e così via. L’iniziativa ha avuto successo, ma tutto il mondo della classe dirigente americana (e non solo) è stato creato, selezionato e formato sulla base di una bufala. Forse si vede anche.

In ogni caso, i primi clienti si erano accorti dell’inconsistenza del test. Gli uffici dell’Oss (che poi diventerà la Cia) si erano dimostrati interessati: speravano di poter scegliere con più efficacia le spie e attribuire loro operazioni più consone. Non funzionò, anzi. Non solo, come scrive Emre, non diede i risultati sperati, ma anzi si accorsero che molte delle persone sottoposte al test “cercavano di trarre vantaggio dalle domande per passare come persone autorevoli e colpire altre persone, in modi che – guarda un po’ – i loro profili non permettevano di anticipare”.

Insomma, un bidone che è riuscito a fare milioni e che, come tante altre balle in tutto il mondo (vedasi, per dire un nome, l’omeopatia) continua a essere creduto, riverito e stimato.

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