5 Settembre Set 2018 0745 05 settembre 2018

La grande truffa della Lega: anche sull'Europa si rimangia le promesse elettorali

Il Carroccio, improvvisamente, decide di sottostare agli impegni europei. Non solo: dall’immigrazione all’economia, alla sicurezza, alle inesistenti politiche per la famiglia, finora la Lega ha smentito tutto quello che aveva promesso ai propri elettori. Che, ancora, non sembrano essersene accorti

Salvini_Linkiesta

Chissà se la Lega farà opposizione a se stessa, a questo punto. Chissà cosa dirà al ministro degli interni in carica, tale Matteo Salvini, che in campagna elettorale ha dichiarato che avrebbe espulso «con le dovute maniere» 500mila clandestini e poi, una volta al governo, ha rettificato, dicendo che ci sarebbero voluti cinquant’anni, e ha ricevuto un bonario rimbrotto dal suo numero due, tale Giancarlo Giorgetti, che l’ha accusato, a suo tempo, di averla sparata un po’ grossa. Chissà se a questo punto qualcuno, tra i leader del Carroccio, denuncerà che le politiche del governo hanno creato 12mila clandestini in più in soli tre mesi.

Chissà se dal pratone di Pontida sentiremo mai tuonare contro "i servi di Bruxelles" che hanno improvvisamente accettato di sottostare agli impegni presi in Europa, mantenendo il rapporto tra deficit e Pil sotto il 3% ma non si sa bene di quanto: c'è chi dice del 2, 9%, c'è chi dice dell’1, 7%. Si è passati da sforare, a sfiorare, a rispettare le regole di Bruxelles, mentre fino a poco si voleva scassare l’Europa, sfidare i mercati, dimostrare che prima vengono gli italiani, poi tutto il resto.

Si è passati da sforare, a sfiorare, a rispettare le regole di Bruxelles, mentre fino a poco fa si voleva scassare l’Europa, sfidare i mercati, dimostrare che prima vengono gli italiani, poi tutto il resto

Chissà cosa diranno del programma di riforme istantanee che diventano improvvisamente quinquennali, «per dare il segnale che governeremo a lungo». Chissà se parleranno di imbroglio di fronte ai 4, massimo 8, miliardi all’anno con cui vogliono ritoccare la legge Fornero, a fronte di un' abolizione che dovrebbe costare al minimo 10 volte tanto. Chissà cosa diranno del rinvio sine die di tutte le altre priorità leghiste di fronte alla paura dello spread che sale.

Chissà che ne pensa la gente esasperata e stufa di Salvini che improvvisamente afferma che è contento che nel 2018 i reati sono diminuiti, dimenticandosi che è al governo da giugno, e che fino a pochi mesi fa, di fronte ai medesimi dati, col medesimo calo, affermava che la percezione era altra rispetto ai numeri, che se le denunce erano diminuite era perché la gente non denunciava più, che il Paese era vittima dell’anarchia e del buonismo contro i delinquenti.

Chissà se qualcuno riuscirà a capire come di fronte a tutto questo la Lega sia riuscita a passare dal 17% delle elezioni al 32% di consensi certificati da ogni sondaggio, dopo tre mesi di annunci e di marce indietro. Chissà se prima o poi qualcuno si accorgerà che stiamo assistendo alla più grande truffa della politica mai architettata

Chissà se qualcuno mai si ricorderà (e gli ricorderà) quando disse, proprio a noi de Linkiesta, che la vera emergenza dell’Italia erano le culle vuote mentre oggi in agenda ci sono, testuale, “smantellamento della legge Fornero, flat tax, pace fiscale e chiusura delle liti pendenti con Equitalia, meno burocrazia per aziende e partite Iva, eliminazione delle accise più vecchie sulla benzina, interventi a favore dei Comuni, un grande piano di manutenzione ordinaria e straordinaria”, ma di culle vuote e politiche a sostegno dei nuclei famigliari più giovani, o di quelli più numerosi, o di molti più asili nido e tutti gratis pare non si parli più.

Chissà se qualcuno riuscirà a capire come di fronte a tutto questo la Lega sia riuscita a passare dal 17% delle elezioni al 32% di consensi certificati da ogni sondaggio, dopo tre mesi di annunci e di marce indietro. Chissà se prima o poi qualcuno si accorgerà che stiamo assistendo alla più grande truffa della politica mai architettata. Chissà.

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