7 Settembre Set 2018 0735 07 settembre 2018

X Factor, ripensaci: Asia Argento è la miglior giudice donna che ti sia mai capitata

Precisione, carisma. Dopo anni di personaggi femminili dotati del brio di una platessa scotta (Levante, Victoria Cabello, perfino Skin) Asia è un salto in avanti. Ha l’X Factor. Ma, per la questione #metoo, non c'è altro da fare per Sky che mandarla a casa

Asia_Argento_Linkiesta

Un cetriolo. Al di là dei meme, dell’ironia del Twitter e, se vogliamo, pure di quella della vita stessa, in gergo tecnico-televisivo forse non molto raffinato ma del tutto calzante, l’affaire Asia Argento giudice "a metà" della dodicesima edizione di X Factor ha assunto i contorni, per chi a quel programma lavora e deve mandarlo in onda, di un ben poco piacevole cetriolo posizionato con sadica precisione.

Cosa sia successo, almeno a livello mediatico, lo sappiamo tutti: il pressoché sconosciuto attorucolo Jimmy Bennett a due settimane dalla partenza del talent di Sky ha pensato bene di farsi una chiacchierata col New York Times spifferando un presunto “abuso” perpetrato ai suoi viril danni da quella megera di Asia Argento, oggi paladina italiana del #metoo, quando lui aveva ancora 17 anni. Storie di lenzuola (forse) stropicciate parecchie lune fa ma che ora, nel delirante periodo storico in cui ci tocca vivere, fanno notizia e possono rovinare la carriera di chiunque: da Woody Allen a Louis C. K. passando per Kevin Spacey. Figuriamoci quella di Asia Argento.

A scandalo esploso, con Audition, Bootcamp e tutti i sacramenti della liturgia del format già registrati, Sky ha preso l’unica decisione possibile: mandare in onda le puntate così com’erano e cambiare giudice all’arrivo dei Live Show. Per quanto lasciare Asia al proprio posto sarebbe equivalso ad accettare l’orrenda etica del “doppio standard” per cui se una donna fa qualcosa di “sbagliato” risulta comunque meno “grave” semplicemente perché non è un maschio, il fatto di non vedere Miss Argento alle prese con la diretta sarà un grosso, grossissimo cetriolo. Anche per il pubblico a casa. E questo risulta davvero evidente dopo la messa in onda della prima puntata delle Audition.

L’anno scorso, quando a quel tavolo sedeva Levante, piovevano davvero petali di rosa sulla sua folta chioma: i social erano tutto un diluvio di complimenti per la di costei beltà. Ma nessuno si complimentava per le cose che diceva. Perché non diceva nulla di rilevante

Perché, fatevene una ragione, Asia Argento nel ruolo di giudice da talent (che aveva già ricoperto nello sfortunato Forte Forte Forte) è brava.

Sì, è brava sul serio.

Non abbiamo alcuna difficoltà ad ammettere che il suo sia stato il miglior esordio di sempre per una donna al tavolo della giuria. Anzi, andiamo più in là di così: quello di Asia Argento è stato il miglior esordio a X Factor di sempre. In assoluto.

Posto che i talent con le loro corride di sognatori, freak e intonati da piano bar ormai risultino allettanti quanto “la musica balcanica al concerto del primo maggio” coscienziosamente cantata da Elio e ammesso poi serenamente che dopo dodici edizioni le esibizioni davvero memorabili sarebbero da datare col carbonio 14, ecco, fatto conto di tutto questo, Asia è stata l’unico motivo (insieme alla spietata cattiveria scatarrata come sempre da Manuel Agnelli sul grugno dei concorrenti) per riconciliarsi con tutto quel tristanzuolo teatrino di aspiranti artisti che pure dovessero vincere l’anno prossimo venturo farebbero comunque i benzinai a Fizzonasco.

Chi scrive non è acriticamente fan del sesso femminile, pur appartenendovi. Chi scrive, anzi, prova del sincero fastidio quando qualcosa, qualunque cosa da una bolla d’accompagnamento a una trilogia cinematografica viene elogiata “perché l’ha fatto una femmina”. La squisita verità che un giorno forse tutti riusciremo ad accettare armandoci di sacro buonsenso è che perfino le femmine possano essere fallibili quando non addirittura artefici di colossali boiate. E farglielo notare non è “sessismo”, è restituire la realtà empirica, è vivere ben adesi all’hic et nunc.

Bene dunque, se Asia Argento fosse stata meno che perfetta, se si fosse rivelata un disastro come giudice di X Factor non ci sarebbero state particolari remore, da queste parti, nell'affermare che lo scandalo e la conseguente esclusione dal talent sarebbero stati, nella disgrazia, una manna dal cielo per Sky e gli abbonati tutti. Invece la questione si pone davvero, dicevamo, come un cetriolo

Dopo anni di personaggi femminili dotati del brio di una platessa scotta (Levante, Victoria Cabello, perfino Skin) e di maschietti tatuati che ripetono le stesse stanche frasi di edizione in edizione come se stessero recitando il rosario durante la via crucis (Fedez) finalmente X Factor aveva ritrovato l’X Factor vero

Andiamo a vedere perché, nello specifico: tra le cose che si sentono dire più spesso sul conto della Argento, specie da quando si è fatta portavoce del #metoo, ma pure prima non è che le piovessero petali di rosa sul coppino, è che lei, Asia, sarebbe “una figlia d’arte priva del benché minimo talento”. Questo per dirla in modo edulcorato. Nel corso della prima puntata di X Factor, però, Twitter era pieno di sue “citazioni”, ovvero dei commenti più o meno severi ma sempre centrati che dava ai concorrenti. Magari glieli ha scritti uno bravo, per carità, ma, anche fosse, il fatto è che lei li ha saputi dire risultando squisitamente precisa, credibile.

L’anno scorso, quando a quel tavolo sedeva Levante, piovevano davvero petali di rosa sulla sua folta chioma: i social erano tutto un diluvio di complimenti per la di costei beltà, per quel make up alla Jasmine di Aladdin, per quel lucidalabbra così perfettamente rosé che chissà poi di che marca è ma sicuro diventa il must have dell’autunno corrente anno. Sì, certo, ogni tanto apriva anche bocca, diceva cose, ma in buona sostanza quanto era formidabile quell’eye-liner waterproof che non sbavava nemmeno mentre lei frignava per l’emozione davanti a un suo pupillo.

Ecco, siamo piuttosto convinti che il giorno dopo la messa in onda di ogni puntata di questa edizione appena partita magari sarebbe stato venduto qualche lipstick alla ciliegia in meno ma chiunque avrebbe citato almeno una stroncatura (o anche un complimento ben assestato) pronunciato dalla giudice Asia Argento. Non il contenitore ma il contenuto, per una volta, finalmente, sarebbe tornato protagonista. Basta scorrere i social anche solo in questo momento per rendersene conto: quella ragazza magari sarà una stronza, non abbiamo il piacere di conoscerla di persona, ma televisamente è una bomba. Manda a casa i concorrenti chiudendo le fila del discorso: “hai preso quattro no, puoi andare” come se fosse a casa sua ed è una virtuosa dell’insulto artistico in brillantezza: “questa roba è trap da piano bar”.

Poi è bella, ma forse qui rischiamo di essere riduttivi. Perché è più che bella: Asia Argento è l’X Factor. Impersona quel carisma immateriale ma evidente, di peso, quello shining per cui quando parla la si ascolta. In silenzio, pure. E a nessuno verrebbe in mente di farci su una parodia perché non è una freak e nemmeno una simpatica macchietta come, non ce ne voglia, Mara Maionchi. La Argento è “semplicemente” una che ci sa fare. Dopo anni di personaggi femminili dotati del brio di una platessa scotta (Levante, Victoria Cabello, perfino Skin) e di maschietti tatuati che ripetono le stesse stanche frasi di edizione in edizione come se stessero recitando il rosario durante la via crucis (Fedez) finalmente X Factor aveva ritrovato l’X Factor vero, quel luccichio indefinibile che averlo è esserci nati. Ma perseverarlo nonostante tutto e tutti è proprio talento. Di quelli rari.

Non sappiamo chi prenderà il posto di Asia Argento nel talent di Sky. L’unica cosa certa è che la prossima platessa, dovesse arrivare, la accoglieremo con un gran bel contorno. Cetriolo, ovviamente.

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