«Semplice, aperta, programmabile e sicura»: così Cisco vuole digitalizzare l’Italia

Parla Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia: «il tema del reskilling è centrale per il Paese. La competenza e la formazione sono le chiavi del futuro dell’Italia»

Cisco Linkiesta

JUSTIN SULLIVAN / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

10 Settembre Set 2018 1640 10 settembre 2018 10 Settembre 2018 - 16:40
Tendenze Online

«Ormai il tema del digitale e della consapevolezza della sua importanza l’abbiamo smarcato, persino nella conversazione politica, con tanta fatica. Adesso il tema è un altro, semmai: in quanto tempo ce la facciamo, a fare l’Italia digitale?» Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia, è a Cernobbio, per il Forum Ambrosetti e nel tradizionale happening della classe dirigente italiana, e di tecnologia, in questi tre giorni, ha sentito parlare parecchio: «Noto come addetto ai lavori, che il tema del digitale e dell’innovazione attraversa sempre più argomenti, sempre di più. Venerdì c’era uno scienziato che ci ha raccontato come l’intelligenza artificiale sta impattando sulle cure mediche. Quello è l’esempio tecnologico che mi ha colpito di più».

La tecnologia è potenzialmente ovunque, insomma, ma bisogna renderla concreta nella vita di tutti i giorni: «Ho percepito grande pragmatismo sul tema, e questo fa piacere - spiega Santoni -, perché per crescere noi dobbiamo diventare un Paese agile e il ripensamento di tutto il sistema-Paese attraverso il digitale è fondamentale per diventare agili: vale per lo Stato come per le imprese». Lo dice con cognizione di causa, Santoni, dopo che Cisco ha lanciato il progetto di formazione Digitaliani, un progetto di formazione che ha coinvolto «centomila ragazzi che oggi hanno la consapevolezza dei benefici di internet nel mondo delle imprese e delle amministrazioni pubbliche». Cinquemila fra loro sono stati formati sulla cybersecurity, peraltro, che Santoni considera alla stregua di una grande opportunità: «Banalmente, io non investirei sulla sicurezza informatica per prevenire il rischio di chissà quale attacco hacker. Semplicemente, un Paese sicuro a livello informatico è più competitivo e attrattivo. E vale per imprese, città e nazioni».

«Aver portato Cisco Academy nelle carceri, quello sì, è stato fondamentale - spiega Santoni -. È lì che abbiamo vissuto delle storie meravigliose di reinserimento lavorativo nel mondo esterno, grazie alla digitalizzazione. Lì abbiamo capito davvero che il tema del reskilling è centrale per il Paese. Che la competenza e la formazione sono le chiavi del futuro di questo Paese»

Oggi Cisco Italia guarda oltre, però: «Vogliamo riqualificare le persone che stanno già lavorando - spiega Santoni - e siamo molto concentrati ad aiutare chi già lavora a diventare digitale. Questa sarà la nostra ulteriore priorità a dare un contributo a chi sta lavorando, o a chi non sta lavorando e grazie alla tecnologia potrebbe avere futuro». La parola d’ordine è reskilling, insomma: «Il dialogo coi clienti e partner ci ha aiutato. Ma aver portato Cisco Academy nelle carceri, quello sì, è stato fondamentale - spiega Santoni -. È lì che abbiamo vissuto delle storie meravigliose di reinserimento lavorativo nel mondo esterno, grazie alla digitalizzazione. Lì abbiamo capito davvero che il tema del reskilling è centrale per il Paese. Che la competenza e la formazione sono le chiavi del futuro dell’Italia».

Competenza e formazione vogliono dire capitale umano. E capitale umano vuole dire Mezzogiorno, regioni che più di ogni altre hanno la necessità di valorizzarlo: «Vogliamo puntare tanto sul Sud - spiega Santoni -, abbiamo Cisco Academy alla Federico II, abbiamo una collaborazione con l’Università di Palermo, abbiamo fatto partnership formative in Puglia, anche. Siamo concentrati sul tema delle competenze, della sicurezza, e sul Sud Italia per utilizzare tecnologie per creare posti di lavoro. Lo facciamo perché portare l’innovazione è la nostra missione: tutte le nostre piattaforme devono essere semplici, aperte, programmabili e sicure. Pensaci: sono tre attributi che puoi applicare a tutto: alle aziende, alle istituzioni, all’Italia, all’Europa». In fondo, per immaginare il futuro, bastano quattro aggettivi.

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