12 Settembre Set 2018 1140 12 settembre 2018

Cosa serve per cambiare lavoro secondo il fondatore di LinkedIn

Per fare un salto in avanti nella carriera dobbiamo allargare la nostra rete di conoscenze, avere spirito di adattamento e individuare i nostri punti di forza. Per cambiare la propria vita bisogna, un passo alla volta, correre il rischio

Rischio Linkiesta
Pixabay

Essere insoddisfatti del proprio lavoro è una cosa magnifica. Uno stimolo pazzesco che apre al cambiamento, a una nuova avventura. Perché allora il più delle volte questa cosa ci demoralizza? È presto detto: perché è più facile crogiolarsi nella sensazione di fallimento che questo pensiero ci produce anziché sviluppare un piano per cambiare lavoro.

Secondo Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn e autore del libro The Startup of You, per compiere un balzo in avanti nella propria carriera professionale sono necessari tre elementi:

  1. un network a cui attingere;
  2. un vantaggio competitivo;
  3. una capacità di adattamento.

La notizia positiva è che tutti abbiamo o possiamo procurarci queste tre competenze.

Il network

Ognuno di noi ha una rubrica del telefono e una collezione di amici sui diversi social network, ma il più delle volte queste persone non sappiamo neppure che lavoro facciano. Il punto di partenza per cambiare lavoro consiste nell’identificare le persone con cui abbiamo i migliori contatti sociali o professionali. Magari si tratta di colleghi con cui abbiamo lavorato, fornitori con cui siamo in contatto o semplici amici. O anche, amici di amici: manifestare all’interno della propria cerchia di amicizie l’interesse a cambiare attività professionale, descrivendo la necessità di progredire nella propria carriera, è il modo migliore per scoprire contatti che alle volte non avremmo neppure immaginato di avere.

Un modo per iniziare a coltivare il proprio network è riprendere i contatti con amici e colleghi che lavorano in settori in cui siamo interessati a proseguire la nostra carriera, per esempio contattandoli per un caffè o un pranzo insieme, o anche solo scrivendogli un messaggio su Facebook o un’email. Non è detto — e molto probabilmente sarà così — che questo primo contatto si riveli utile, ma cambiare lavoro è un processo che richiede tempo, e questi contatti che magari oggi appaiono inutili domani si riveleranno determinanti.

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