Contro gli sprechi alimentari: vademecum per conservare frutta e verdura

Basarsi sul buon senso va bene, sull’esperienza anche. Ma occorre tenere a mente anche un paio di nozioni scientifiche per organizzare nel modo migliore la propria dispensa

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13 Settembre Set 2018 0740 13 settembre 2018 13 Settembre 2018 - 07:40
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Ridurre lo spreco alimentare è più di una buona azione: è un dovere per tutti. Tocca alle aziende che producono e trasportano, a quelle che vendono e distribuiscono e, infine, a tutti i consumatori: anche loro, acquistando con più raziocinio e soprattutto conservando meglio gli alimenti possono contribuire a ridurre il problema.

Le categorie più difficili da maneggiare sono, come è ovvio, frutta e verdura. Quando durano? Come devono essere conservati? Jules, l’autore del video (e del canale Cuisine and Chill) è andato fino in Portogallo per spiegarlo in modo chiaro (lo fa in francese, ma chi avesse problemi nella comprensione dell’ascolto può sempre guardare i sottotitoli).

Prima di tutto, dice, occorre comprendere la differenza tra frutto climaterico (come l’albicocca) e frutto aclimaterico (come le fragole). I primi maturano anche dopo il distacco dalla pianta, perché l’etilene, ormone vegetale responsabile della maturazione, è in grado di autosintetizzarsi. I secondi, invece, no. Per maturare hanno bisogno di trovarsi in un ambiente in cui è presente etanolo, magari prodotto proprio da qualche frutto climaterico (ora è chiaro il classico consiglio: se non vuoi che maturi in fretta, “non lasciarli troppo vicino alle mele”).

Questo è un buon punto di inizio: per calcolare i tempi di maturazione bisogna sapere come accostare frutti (e verdure) climaterici ad altri frutti e verdure climaterici. Ad esempio: i pomodori maturano meglio vicino a una mela, e lo stesso vale per un avocado. Mentre è sconsigliabile avvicinare frutti di bosco e agrumi alle mele, perché la maturazione rischia di essere troppo rapida, fino a provocare la marcescenza.

Isnomma, la disposizione della frutta e della verdura non può e non deve essere lasciata al caso. Anzi, se viene studiata per bene consente di programmare il consumo evitando sprechi o, nel migliore dei casi, marmellate in eccesso.

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