18 Settembre Set 2018 0609 18 settembre 2018

Negli Usa propagano fake news anche nei canali dedicati al meteo

Ha suscitato scalpore la scenetta dell’inviato di Weather Channel che, di fronte alle telecamere, ha simulato (male) di essere spinto via dal vento , mentre dietro di lui due passanti camminavano in tutta tranquillità

Schermata 2018 09 17 A 12

E poi si stupiscono che vince Trump. Nella guerra della credibilità il presidente Usa ha ben poco da difendere, ma anche i media nazionali americani stanno facendo di tutto per perdere ogni posizione. Non è tanto il New York Times che, pubblicando un editoriale anonimo, dice di dare voce a un sedicente collaboratore interno della Casa Bianca, autodefinitosi in prima linea nella “Resistenza a Trump”. Quanto un canale televisivo come Weather Channel, il quale, almeno a giudicare dal fatto che si occupa di previsioni meteorologiche e tempeste, dovrebbe cercare di essere il più obiettivo possibile. Se piove, piove. O no?

No. Come mostra questo video, che ha suscitato ilarità e sconcerto in tutto il mondo, si vede il povero Mike Seidel, veterano della rete, che a Wilmington, in North Carolina, finge di resistere alla furia del vento dell’uragano Florence. Un balletto già in sé buffo, considerando che il vento soffia dalla parte opposta rispetto a quella simulata. Ma che diventa perfino surreale quando, alle sue spalle, appaiono due ragazzi che camminano in tutta tranquillità guardando lo smartphone.

Che dire? C’è chi si indigna, chi ride, chi ricorda che “tutti i giornali sono fake news”, chi posta video di situazioni paragonabili, come questo:

Oppure di altri che, invece, hanno davvero rischiato la salute sul campo:

Infine, la ciliegina sulla torta: cioè la risposta della rete, che è intervenuta con un messaggio a difesa del suo dipendente. Il povero Mike, sottolinea, era “stanco” a causa delle lunghe ore di diretta. E, a differenza dei due passanti alle sue spalle, era “sull’erba”, mentre loro “erano sul cemento”. Ah, ecco.

E poi si stupiscono che la gente voti per Trump.

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