24 Settembre Set 2018 0540 24 settembre 2018

Da Twain a Vonnegut, i dieci libri in uscita da non perdere

Finzioni consiglia i dieci romanzi da tenere in tasca usciti nelle librerie a settembre

Libri Linkiesta
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Zadie Smith, Feel Free, Edizioni Sur. Traduzione di Martina Testa.

Zadie Smith c’è sempre stata. Prima dei recenti movimenti femministi, prima dell'(apparente?) obbligo delle quote rosa in giurie, opere selezionate, pagine dei giornali lei era già lì con i suoi romanzi, i racconti, i pezzi, imprescindibili senza bisogno di essere incasellati. Grazie anche alla, tardiva, infatuazione italiana per la non-fiction e soprattutto grazie alle Edizioni Sur possiamo leggere questi ventisette articoli usciti tra il 2010 e il 2017 dove la scrittrice britannica ci parla del suo bagno e di Jay-Z, di Joni Mitchell e della Brexit come solo lei sa fare.

Lisa Halliday, Asimmetria, Feltrinelli.

Traduzione di Federica Aceto.
E Zadie Smith di Asimmetria, uno dei libri più attesi dell’anno, ha detto: ‘È elegante, geniale, profondo e divertente. Lo leggerete senza mai fermarvi, se non per verificare di tanto in tanto nei risguardi che sia davvero un primo romanzo. L’ho amato, ammirato e invidiato. È una meraviglia.’ Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima Alice, giovane lavorante nell’editoria, conosce Ezra Blazer, Premio Pulitzer di quaranta anni più vecchio, con cui inizia una storia. Nella seconda siamo dentro la testa di un iracheno bloccato a Heathrow per attività sospette. La terza, e ultima, è la trascrizione di un’intervista data alla BBC da Blazer. Al lettore il compito di trovare le asimmetrie.

Andrea Pomella, L’uomo che trema, Einaudi.

Mi piace pensare che a un certo punto Andrea Pomella abbia pensato ‘Dai, è ora’. E così ha scritto Anni luce, add editore, romanzo di formazione dove ci ha raccontato la sua giovinezza grunge senza redenzione, con Eddie Vedder a cantare la dannazione di tutti noi e Q a portare il vino scadente. Il protagonista, invece, vorrebbe solo essere come tutti gli altri e più lo desidera più la famiglia disfunzionale che gli è toccata in sorte scava intorno a lui un fossato. Anni luceha già in sé tutto quello che adesso è nero su bianco ne L’uomo che trema. Lo squilibrio psichico e chimico, che in Anni luce era nascosto dalla ferocia della giovinezza, ne L’uomo che trema si prende la scena. Il libro nasce da questo pezzo pubblicato su Doppiozero un anno fa.

Mark O’Connell, Essere una macchina, Adelphi. Traduzione di Matteo Colombo.

Il dizionario Treccani alla voce transumano recita quanto segue: ‘transumano agg. [comp. di trans- e umano], non com. – Più che umano, che trascende i limiti della condizione umana e assurge al divino’, definizione che bisogna tenere ben in mente quando si comincia a leggere Essere una macchina. Mark O’Connell ci porta nella Silicon Valley a conoscere lo stato dell’arte del trasumanesimo, sorta di religione il cui scopo è vivere se non per sempre almeno molto, molto a lungo. Steve Wozniak, Elon Musk, Ray Kurzweil sono solo alcuni dei nomi che lo scrittore di base a Dublino ha intervistato per questo incredibile viaggio.

Jill Eisenstadt, Rockaway Beach, Edizioni Black Coffee. Traduzione di Leonardo Taiuti.

La nostalgia per il Brat Pack non è mai finita e se Jay McInerney si dedica alla produzione vinicola e Breat Eston Ellis è assorbito dal suo podcast, in Italia ci pensano le Edizioni Black Coffee a tenere vivo il tormento per un tempo che non c’è più. Per questa fine d’estate (e quando altrimenti?) hanno fatto dare alle stampe Rockaway Beach, titolo già uscito nel 1988. Jill Esisenstadt in questo romanzo ci porta a New York, negli anni Ottanta, a leggere la noia, gli amori, le relazioni di questo gruppo di amici. Minimalista ma non troppo Rockaway Beach fa lo stesso effetto di quando ha un po’ di fame e mangi un grissino: fa scatenare l’appetito per quello che era e non è più.

Helen Humphreys, Amuleto celeste, Playground. Traduzione di Monica Capuani.

Le vite degli altri /1 Questo libro è il tentativo di raccontare una vita, ricostruendola attraverso frammenti e schegge. Megan Boyd, morta del 2001, è stata al servizio dei Reali d’Inghilterra per qualche decina d’anni, durante i quali ha costruito mirabolanti esche per salmoni. Ha vissuto in solitudine, prima in Inghilterra e poi in Scozia, in una casa senza elettricità, creando esche – amuleti – di una bellezza senza pari. Un mestiere nel quale eccelleva tanto da meritare, oltre alla fama, una Medaglia dell’Impero Britannico. Questa vita però, già così da romanzo, è trascorsa davvero senza la vicinanza di qualcuno?

Mark Twain, Contro i luoghi comuni. Racconti cattivi, grotteschi, irriverenti, Feltrinelli. A cura di Mario Maffi.

Da tenere in tasca /1 I tempi sono quello che sono e bisogna farsi coraggio. Viene in nostro aiuto Mark Twain, uno che sapeva il fatto suo e che ne aveva una per tutti. Ipocrisia, perbenismo, morale: il creatore di Tom Sawyer e Huckleberry Finn non risparmia nessuno. Dissacrante quanto e quando serve, Twain ci ricorda cos’è la libertà di pensiero, smontando senza remore con la giusta dose di cattiveria e cinismo i capisaldi dell’epoca. Lo si potrebbe definire un piccolo manuale di sopravvivenza, tutt’ora validissimo, da tenere sempre in tasca e sfoderare all’occorrenza.

Maria Pace Ottieri, Il Vesuvio universale, Einaudi.

Il Vesuvio è spesso sbadatamente pensato come elemento del paesaggio, non come un vulcano attivo e di conseguenza con una elevata pericolosità data dall’alta densità di abitanti ai suoi piedi; il vulcano campano è pur sempre quello di Pompei ed Ercolano. Per fortuna c’è Maria Pace Ottieri a ricordarci che il Vesuvio è cosa viva e che chi abita vicino lo sa fin troppo bene. In questo bellissimo esempio di nature writing in lingua italiana la scrittrice racconta il gigante sopra Napoli e gli uomini che lo abitano perché ‘sarebbe fuorviante e frustrante cercare spiegazioni solo nell’ostinazione pervicace e incosciente’.

Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria, minimum fax. Traduzione di Martina Testa.

Da tenere in tasca/2 Torna con un vestito nuovo la raccolta di pezzi scritti da Vonnegut per la rivista In These Times: Un uomo senza patria ci parla dell’America e sì, anche di noi. Dodici riflessioni, messe sulla carta quando lo scrittore aveva 82 anni, alternate a disegni anch’essi fatti da lui. Leggendolo ci si diverte, ci si arrabbia, si ride, si piange, si batte un pugno sul divano per poi rimettere tutto nella giusta ottica perché tanto ‘Per quanto mi riguarda, la teoria dell’evoluzione può andarsene affanculo. Noi siamo un errore madornale.’

Leonora Carrington, La debuttante, Adelphi. Traduzione di Mariagrazia Gini e Nancy Marotta.

Le vite degli altri /2 Di Leonora Carrington Adelphi nel 1979 ha pubblicato Giù in basso, brevi memorie sul suo ricovero in un ospedale psichiatrico. Ecco, sarebbe bello che in un cassetto che nessuno apre più da tempo ci fosse una sua autobiografia. La scrittrice, e pittrice, avrebbe avuto molto da raccontare: nata a Lancaster figlia di ricchi borghesi trasferiti poi in Francia, visse in Spagna e poi in Messico per settanta anni. Ha fatto parte del movimento surrealista, ha avuto una tormentata relazione con Marx Ernst, si è spesa per un movimento clandestino di intellettuali antifascisti. In questa raccolta di racconti, dove l’orrore si mescola allo stupore, si avverte come la surrealtà fosse per la normalità

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