24 Settembre Set 2018 1027 24 settembre 2018

Dalla tavola al bicchiere: le microplastiche sono dannose, e noi ce le beviamo

La microplastica è servita: un'inchiesta de Il Salvagente fa luce per la prima volta sui soft drink che beviamo tutti i giorni. Il risultato è peggio di quanto ci si aspettasse

Drinks Linkiesta
Pixabay

Sono otto milioni le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono in mare. Per capirci, come se ogni minuto un camion della spazzatura riversasse il suo contenuto in acqua. Attraverso i pesci che mangiamo la contaminazione ha raggiunto anche le nostre tavole. Ogni volta che mettiamo nel piatto tonno, pesce spada, sgombro, spigola, granchi, cozze, siamo a rischio: i microframmenti della plastica arrivano agli esseri umani risalendo la catena alimentare. Queste piccole particelle, di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, sono invisibili a occhio nudo ma tutt’altro che innocue: proprio le dimensioni microscopiche ne fanno un vettore privilegiato per sostanze tossiche come interferenti endocrini, molecole cancerogene e batteri.

Ma anche ciò che mettiamo nei bicchieri non è sicuro. A lanciare l’allarme è Il Salvagente, il mensile leader nei Test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, diretto da Riccardo Quintili, che nel numero di ottobre in edicola da domani dedica la prima ricerca al mondo sulle microplastiche contenute in 18 bottiglie di bevande industriali. Tutte sono risultate contaminate con valori che vanno da poco meno di una particella in media per ogni litro di bevanda a quasi 20. Seven Up, Pepsi, San Benedetto, Schweppes, Beltè, Coca-Cola, Fanta, Sprite sono solo alcuni dei marchi finiti sotto la lente d’ingrandimento.

I microframmenti della plastica arrivano agli esseri umani risalendo la catena alimentare. Queste piccole particelle, di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, sono invisibili a occhio nudo ma tutt’altro che innocue

Il fenomeno che ne emerge è preoccupante e non ancora adeguatamente monitorato. Ciò che è certo è che l’emergenza coinvolge tutti e rischia di innescare un effetto boomerang devastante per noi e il pianeta. <<Ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di plastica invadono il Mediterraneo. Le plastiche trasportano tra le più alte concentrazioni di organismi diversi mai registrate capaci di avere forti impatti sugli habitat marini con cui entrano in contatto>> afferma Gaetano Benedetto, Direttore Generale WWF Italia, che ha lanciato una petizione (che si può firmare su che ha lanciato una petizione (che si può firmare su change.org/plasticfree) per chiedere di mettere fuori produzione in Italia le microplastiche da tutti i prodotti (a cominciare dai detergenti) entro il 2025, confermandone il divieto nei cosmetici dal primo gennaio 2020

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