28 Settembre Set 2018 0552 28 settembre 2018

Mutui, ecco come potranno incidere le scelte economiche del governo

I rischi legati all’innalzamento dello spread e alla comparsa di tasse più alte sugli immobili. Nel dubbio, meglio continuare a scegliere il tasso fisso. I consigli di Mutuionline

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(Pixabay)

Il lavoro sulla legge di bilancio, il banco di prova più importante per il governo gialloverde, è in corso e continuerà fino alla fine dell’anno. Solo con l’inizio del 2019 vedremo entrare in vigore la nuova politica economica per il Paese, ma ciascuno sta già iniziando a farsi una sua idea.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare, la situazione è finora rimasta stabile: il costo del denaro basso e i tassi di interesse contenuti hanno consentito di fare buoni affari nella sottoscrizione dei mutui. «I mercati sono rimasti abbastanza tranquilli, gli Euribor sono ai loro minimi storici, sono risaliti leggermente gli Irs, gli indici del costo del denaro di medio e lungo termine, ma tutto sommato non ci sono stati sconvolgimenti», spiega a Linkiesta Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline.

Le banche, infatti, finora hanno cercato di massimizzare la loro competitività con tassi contenuti e interessanti per chi dovesse sottoscrivere un mutuo, sia per l’acquisto di una casa che per la surroga di un mutuo vecchio. E infatti nell’ultimo anno l’erogazione di mutui è rimasta sostanzialmente stabile e positiva, malgrado in leggero calo rispetto al 2016.

Da un punto di vista macro economico, si inizia a registrare qualche turbolenza. Se il Quantitative easing, il programma di acquisto di titoli da parte della Bce, sta per concludersi, fortunatamente l’onda positiva del programma europeo proseguirà ancora per diversi mesi. «Bisogna capire chi subentrerà a Mario Draghi», puntualizza Anedda, ma «anche se il successore dovesse decidere di adottare politiche monetarie diverse, aumentando il costo del denaro, comunque non ci si possono aspettare variazioni spropositate».

Di certo però la prospettiva legata alle incertezze dello spread e alla manovra economica vanno tenute in considerazione, perché le future scelte politiche per l’economia del Paese (positive o negative che siano) avranno effetti a lungo termine. «Quello della manovra economica è un tema dominante, ma come sarà articolata non è dato di sapere. Nell’incertezza attuale, si possono fare solo delle ipotesi», dice Anedda.

Un ulteriore aumento degli interessi sul nostro debito potrebbe generare problematiche in ambito bancario: per salvaguardare i propri profitti gli istituti finanziari si troverebbero ad aumentare il proprio spread individuale, e quindi anche i propri tassi di finanziamento

Che cosa potrebbe succedere? Il primo e potenzialmente più pesante impatto di eventuali scelte economiche poco misurate sarebbe sullo spread: se oggi si trova a 260 punti, un domani potrebbe alzarsi ancora più irrimediabilmente. Bisognerà, insomma, capire se il governo sceglierà una strada indirizzata a un indebitamento eccessivo oppure no. Le conseguenze di un innalzamento dello spread sul debito pubblico italiano potrebbero allora essere più deleterie, anche se meno visibili. «Chi ha il mutuo si rende conto immediatamente se la rata aumenta, mentre il debito pubblico non ci viene sottratto mese per mese dalla busta paga», spiega ancora Anedda. Un ulteriore aumento degli interessi sul nostro debito potrebbe infatti generare problematiche in ambito bancario: per salvaguardare i propri profitti gli istituti finanziari si troverebbero ad aumentare il proprio spread individuale, e quindi anche i propri tassi di finanziamento, con conseguenze spinose per i mutuatari. Un ulteriore carico sul bilancio pubblico, inoltre, ridurrebbe lo spazio per qualsiasi manovra finanziaria, sottraendo miliardi e creando indebitamento e incertezza.

Le scelte del governo potrebbero insomma cambiare le carte in tavola, e se il sistema pubblico dovesse ritrovarsi a corto di liquidità, c’è sempre il rischio che si vada a «ripescare nel secchio degli immobili, in funzione del recupero di risorse», avverte l’esperto. Potrebbero essere ritoccate in negativo le agevolazioni e detrazioni attualmente disponibili, oppure potrebbe essere introdotta una tassazione straordinaria sulle imprese e sulle banche, come si vociferava di recente - una misura, questa, che a sua volta potrebbe influire sulla capacità delle banche di attivare finanziamenti e quindi avere una ricaduta sul cittadino stesso.

Per il momento, comunque, queste sono solo ipotesi, c’è ancora spazio per incrementare la spinta positiva e per questo le banche stanno cercando di accaparrarsi più clienti possibili. La regola d’oro se volete sottoscrivere un mutuo? Meglio scegliere il tasso fisso: viste le condizioni vantaggiose del momento, vi assicurerete di pagare delle rate a un tasso di interesse costante e basso, scongiurando la possibilità di sconvolgimenti legati alle variazioni del costo del denaro e degli interessi. Certo, gli aspetti fiscali legati all’immobile potrebbero cambiare, ma quella sarà una decisione politica, su cui nulla potrà il singolo.

Infine, come sempre quando si tratta di prendere delle decisioni economiche personali, anche nel caso del mutuo bisogna ricordarsi una buona dose di previdenza. Che siate speranzosi verso l’operato del nuovo governo o meno, è importante tenere presenti tutti i possibili sviluppi rispetto alla situazione attuale, in modo da non trovarsi impreparati in caso di cambiamenti.

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