2 Ottobre Ott 2018 0550 02 ottobre 2018

Da ottobre Donald Trump potrà mandare messaggi di testo sui telefoni di tutti gli americani

E nessuno potrà bloccarli. Ma nonostante gli allarmismi dei dem, si tratta di un test per mettere alla prova un sistema di segnalazione di allerta per casi di emergenza nazionale

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Non tutti lo sanno, ma il presidente Usa può inviare messaggi di testo impossibili da bloccare a tutti i telefoni cellulari degli Stati Uniti. Uno di questi, per esempio, è programmato per il 3 ottobre, ore 14:18, Eastern Time.

Sia chiaro: non sarà davvero Donald Trump a mandare il testo. Si tratta di un dispositivo di emergenza, creato per diffondere segnali di allarme alla popolazione. Verrà usato solo in casi di importanza nazionale (bombardamenti, attacchi nucleari) – e non per insultare qualche giornalista.

Prima di raggiungere i cellulari su tutto il territorio americano, il messaggio passserà per il Fema, cioè l’Ente Federale per la Gestione delle Emergenze, che ne controllerà il contenuto. Poi partirà: è la prima volta che il sistema viene messo alla prova e si potrà valutare la sua efficacia.

Secondo le regole, alcuni telefoni permettono di bloccare i messaggi di allerta: sia quelli sulle condizioni atmosferiche (come i segnali sui tornado) sia quelli AMBER (che chiedono di tenere gli occhi aperti perché, nei dintorni, hanno rapito un bambino). Anche se si potrebbe disputare sulla saggezza di una scelta del genere (perché mai rinunciare a informazioni così importanti come gli avvisi sui tornadi vicini?), la realtà è quella. Quando poi viene tolto il blocco, però, i messaggi arrivano lo stesso. Occorre sapere resistere con il telefono spento o bloccato per 30 minuti. E il messaggio non verrà recapitato.

Come è ovvio, ci sarà qualche imbecille che farà di tutto per non ricevere sul suo cellulare un messaggio di Donald Trump. Lo considererà un atto di resistenza, dimenticando, lo stolto (o la stolta) che ad averlo creato è stato George W. Bush, considerato dai giornali liberal il peggior presidente degli Stati Uniti d’America. Fino ad ora.

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