5 Ottobre Ott 2018 0555 05 ottobre 2018

Siete fan di Friends? Ecco tutto quello che volevate sapere sulla storia di Ross e Rachel

Un lunghissimo tiraemolla, la separazione (e il tradimento!) fino al ricongiungimento finale, giusto in tempo per la conclusione della sitcom

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“Eravamo in pausa”. Sono parole che i fan di Friends, il celebre telefilm americano degli anni ’90, ricordano benissimo. Perché nella loro mente, come un trauma, è rimasto impresso l’episodio in cui Ross tradisce Rachel la sera dell’anniversario dopo un litigio (riassunto: i due devono andare a cena insieme, ma Rachel non può venire per problemi al lavoro, Ross se la prende perché in realtà è geloso del collega di Rachel, i due litigano, lei dice che devono prendersi “una pausa”, lui esce, si ubriaca e finisce preda di Chloe, con cui va a letto mentre Rachel, a casa sua, è sola e ascolta gli U2).

Ma davvero le cose tra i due dovevano andare così male (anche perché, alla fine – proprio all’ultima puntata – i due decidono di tornare insieme) e per così tanto tempo?

Secondo lo scoop realizzato da Metro Uk, l’idea di separare i due innamorati – con conseguenti annate piene di ripicche e tiraemolla – non era per nulla pianificato. Ma “al momento in cui è successo, abbiamo capito che non poteva che andare avanti così. Eravamo consapevoli che tutti volevano che tornassero insieme. Ma al tempo stesso, tutto ciò che imponeva il progredire dello show imponeva che stessero separati”.

Si erano accorti, al momento del primo bacio tra i due, che tutta la tensione (erotica e sentimentale) tra i due personaggi era svanita. Che fare? La situazione di tranquillità di una vita di coppia felice non poteva funzionare in una sitcom piena di ritmo e velocità – e che doveva durare parecchie altre stagioni. Per cui è arrivata l’idea: separarli di nuovo, ma tenendoli alla giusta distanza. Non troppo lontani, non troppo vicini. E così “appena tutti hanno visto realizzato il loro desiderio [cioè la coppia Ross-Rachel], il desiderio è stato portato via”, riassume David Crane, produttore esecutivo della sitcom.

Certo, il rischio, con tutti questi alti e bassi, era di annoiare lo spettatore e di logorare l’artificio narrativo della serie. La bravura degli autori è stata proprio questa: tenere in piedi la situazione in modo credibile, fino a concludere tutto nell’episodio finale, come tutto il pubblico voleva.

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