13 Ottobre Ott 2018 0554 13 ottobre 2018

I millennial aborigeni australiani hanno sviluppato una lingua tutta loro. Ed è bellissima

Nel paesino di Lajamanu i giovani sotto i 35 anni parlano Light Warlpiri, un mix di inglese, warlpiri e creolo dai contorni grammaticali complessi

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Immagine di: Lance Cpl. Kathryn Howard

Basta mescolare inglese, warlpiri e creolo; aggiungere una desinenza -m per tutte le parole riferite al passato; elminare il futuro. Ed ecco il Light Warlpiri, la lingua dei millennial aborigeni australiani. Non di tutti, certo. Solo di una piccola porzione della popolazione di Lajamanu, piccolo centro sperduto nel Territori del Nord (ma il nome non inganni: si trova più o meno in mezzo all’Australia). Il Light Warlpiri è parlato da poco meno di 500 persone su una popolazione di 600, ma il dato significativo è che sono tutti giovani. I Millennial, appunto.

Dopo una serie di studi raccontati qui, i ricercatori non sono riusciti a scoprire perché sia nata, ma almeno si sono fatti un’idea sul come. Tutto va ricondotto alla pratica, molto diffusa in ambienti multilingui o bilingui, della “commutazione di codice”, o code-switching. Avviene quando due parlanti scelgono di spostare la comunicazione da una lingua all’altra, a volte per periodi lunghi, a volte per semplici frasi. Ecco, il Light Warlpiri nasce da qui, da una situazione di code-switching che si è cristallizzata: i bambini degli anni ’80 hanno imparato il warlpiri mescolandolo a inglese e creolo, inventando di fatto una lingua nuova che parlano loro.

Le distinzioni sono chiare: i verbi derivano dall’inglese, i vocaboli dal warlpiri. Anche quelli, più rari, provenienti da inglese o creolo, seguono le regole grammaticali warlpiri. Le costruzioni diventano più complesse rispetto a quelle inglesi, il futuro scompare e tutte le azioni al passato sono espresse con una -m finale.

Per capire meglio come funziona, ecco una favola in Light Warlpiri (e sotto la traduzione inglese).

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