17 Ottobre Ott 2018 0545 17 ottobre 2018

Com’è bello far l’amore da Trieste in giù: così Raffaella Carrà ci ha insegnato la libertà sessuale

Era il 1978, e dalla tv pubblica Raffaella Carrà inneggiava al libero amore e elogiava chi “tanti amanti ha”. Un libro di Stefania Carini percorre la storia della musica italiana come playlist d’amore. Con molte sorprese

Raffaella_Carra_Linkiesta

Questo libro è una playlist d'amore: parte da una nota e arriva fino a quel suo like su Facebook che ci fa sperare chissà cosa. La musica è una chiave universale per viaggiare nella nostra storia amorosa e nel nostro immaginario sentimentale. Funziona così per tutti noi: le canzoni parlano ai nostri cuori, e rispecchiano e amplificano gli amori passati, presenti e perfino futuri. Sono una meravigliosa educazione sentimentale in cui riconosciamo un pezzo di noi, di quel che siamo o che avremmo potuto essere. Sanno intercettare i nostri dubbi e fornirci illuminanti risposte. Danno sfogo al nostro sentimento, e non importa se siamo stonati.

Stefania Carini, giornalista e critico televisivo, è docente all'Università Cattolica di Milano. Scrive per il Corriere della Sera, per il quale cura le rubriche video TvUsa e Web Stories. Oltre a collaborare con diverse testate, è autrice di Mainstream (Rai 4), programma dedicato a telefilm e serie web. Tra i suoi documentari Televisori (Sky Arte, 2014), firmato con Marta Cagnola. È stata critico televisivo per Europa. Tra le sue pubblicazioni Il testo espanso (2009). @StefaniaCarini


Com’è bello far l’amore da Trieste in giù

Per la precisione, a Trieste dicono sia meglio andare in via San Giacomo in Monte: «Giardino Basevi dopo il tramonto si procede solo a piedi per giochi all’aperto in mezzo al verde». Poi c’è viale Romolo Gessi: «A piedi e in auto, dal tramonto». Consigliata anche la Rotonda del Boschetto. E il parcheggio Villa Revoltella: «Ampio, per nulla frequentato (sera)».

La mappa di Google permette persino di esplorare i luoghi in virtuale.

A Milano, la mia città, qualcuno fa lo spiritoso e segnala sulla mappa la sua stessa casa: «Quando volete donne!» Un altro utente spiega così: «Da viale Fulvio Testi direzione Monza imboccare il semaforo sulla destra e proseguire fino al Bicocca Village. Appena superato, prima della rotonda, in fondo sulla destra c’è il parcheggio». C’è anche chi punta più sull’atmosfera: «Il posto in questione è un tattico parcheggio in mezzo a due strade chiuse. Siamo nella fantastica zona industriale di Cologno, dove dopo le ventitré si vedono passare solo le auto della vigilanza delle aziende». Quasi uno spot da «Milano da bere».

Mentre cantava le gioie del far l’amore in tutta Italia, Raffaella Carrà non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe esistito il sito trovacamporella.com, sul quale ho trovato tutte queste informazioni. Sicuramente Raffaella aveva in mente qualcosa di più festoso e meno ambiguo, ed ecco invece un sito per appartarsi, incontrarsi e molto altro.

Com’è bello far l’amore da Trieste in giù, sì, passando per Milano, appunto, poi per Torino (c’è modo di appartarsi pure vicino al Museo Egizio), Bologna (gettonati anche i colli), Firenze («Appena scesi dal ponte all’indiano andare in direzione del cinema, ci sono stato con la mia ragazza»). A Roma l’atmosfera si fa internazionale: «Sex open air at night for couples just on the grass of Circo Massimo. Also in car. Fantastic scenario!» E c’è spazio anche per qualche trasgressione in più: «Plaza del Vaticano, hay un parking por la derecha de la plaza a partir de las 12». A Napoli, a Capo Posillipo, garantiscono amore e panorama, manca solo la pizza. Potremmo scendere anche più giù, risalire dall’altro lato. L’amore si può fare ovunque: a Matera, per dire, guardando i celebri sassi. O forse quel «guardare» si riferiva ad altro, ho frainteso.

Tanti auguri è un inno gioioso e divertito alla libertà sensuale e sessuale. È soprattutto un inno alla leggerezza, tanto del corpo quanto dell’anima, intesa come moltiplicazione infinita di luoghi, persone, possibilità

Il sito è la versione italiana dello spagnolo mispicaderos.com (c’è anche quella internazionale, placesforlove.com). Sono siti che fanno leva, come altri, tipo TripAdvisor, sulla volontà degli utenti di condividere esperienze, opinioni, saperi. Chissà se aveva in mente proprio questo il celebre studioso Pierre Lévy quando parlava del web come di un moltiplicatore dell’intelligenza collettiva.

Per curiosità ho cercato il posto in cui andavo in vacanza da bambina, un paesino della Liguria, Borghetto Santo Spirito. Il nome parrebbe escludere ogni «peccato», ma ho scoperto che una spiaggia vicino a quella che frequentavo da piccola, tra tale cittadina e la successiva, Ceriale, è una «zona tranquilla, mare bello. Vi consiglio di ripararvi nelle grotte o di mettervi accostati al muro per essere più riparati dalla strada soprastante». I miei ricordi d’infanzia ne escono un po’ turbati.

Sì, trovacamporella.com ha un lato boccaccesco, che può anche ben accompagnarsi all’ancheggiare di Raffaella tra palazzi, piazze, chiese in miniatura nella celebre sigla di Ma che sera. Però pare più un elenco meccanico, e invece Tanti auguri è un inno gioioso e divertito alla libertà sensuale e sessuale. È soprattutto un inno alla leggerezza, tanto del corpo quanto dell’anima, intesa come moltiplicazione infinita di luoghi, persone, possibilità.

Com’è bello far l’amore da Trieste in giù,
l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu.
E se ti lascia lo sai che si fa?
Trovi un altro più bello che problemi non ha.

Ecco, Raffa, ma come si fa? Non solo a trovarne un altro più bello, ma soprattutto senza problemi, e soprattutto oggi, quando siamo tutti frustrati. Conviene giocare con leggerezza.

Professore di storia e letteratura religiosa, James P. Carse pubblica nel 1986 Finite and infinite games. Nella vita, dice, ci sono due tipi di giochi. Quello finito, il cui scopo è vincere e dunque finire il gioco. E poi quello infinito, il cui scopo è continuare il gioco stesso mantenendo in gioco tutti i partecipanti. In entrambi abbiamo un ruolo. In quelli finiti ricopriamo il ruolo con serietà, e recitiamo un’opera teatrale definita, di cui sappiamo già tutto perché ripetiamo lo schema e le mosse di esperienze passate. In quelli infiniti, invece, abbracciamo un ruolo in maniera giocosa, sapendo di usare come gli altri una maschera. Così facendo, non imponiamo a noi e agli altri degli schemi. La nostra relazione è libera, non ha alcuna dinamica prefissata. Non significa essere frivoli, sostiene Carse, ma giocosi, aperti cioè a ogni sorpresa e possibilità che ci può dare il futuro.

Com’è bello far l’amore, io son pronta e tu?
tanti auguri a chi tanti amanti ha,
tanti auguri in campagna ed in città.

Vale per la vita, e per l’amore. Leggerezza allora è giocare all’infinito. Difficile, certo. Eppure, come dice l’altra filosofa, quella col caschetto biondo, La mia vita è una roulette, i miei numeri tu li sai.

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