17 Ottobre Ott 2018 0600 17 ottobre 2018

Possiamo dirlo? Non fare un governo Pd-Cinque Stelle è stato un errore colossale

Facciamo finta che ci sia Fico, al governo, e che la maggioranza sia Pd-Cinque Stelle: niente Diciotti, niente taser ai poliziotti, niente guerre contro l’Europa, niente condono fiscale. Se oggi rischiamo il baratro, e il Pd l’estinzione, è anche per colpa di quell’irresponsabile Aventino

Fico Roberto Linkiesta
STEPHANIE LECOCQ / POOL / AFP

La storia non si fa con i se, e le realtà parallele appartengono solamente alla letteratura fantascientifica. Però non costa nulla immaginare un’Italia in cui il Partito Democratico ha deciso di sedersi al tavolo con Roberto Fico, durante il suo giro di consultazioni. In cui nessuno parla di popcorn o lancia hashtag #senzadime o fa l’offeso per gli insulti ricevuti in campagna elettorale. In cui una classe politica si assume le sue responsabilità e decide di provare a porre le basi per la costruzione di una maggioranza parlamentare.

In questa realtà parallela il Pd non gioca all’Aventino, non punta i piedi in difesa dei suoi cinque anni di governo, non ne fa una questione di regolamenti di conti interni al partito, ma tratta, media, si mette in discussione, consapevole del fatto che l’alleanza Lega-Cinque Stelle, unica possibile maggioranza alternativa è talmente pericolosa da valere il sacrificio. A occhio, una possibile quadratura del cerchio si sarebbe potuta trovare in una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, da incardinare attorno al reddito di cittadinanza pentastellato. O magari attorno alla banca pubblica degli investimenti innovativi modello Macron, che tanto piace a Davide Casaleggio. E poi sussidi alle famiglie con figli, asili nido gratis, magari pure una legge sull’integrazione alla tedesca, con un percorso di progressiva inclusione dei migranti nella società fatto di diritti quanto di doveri.

In quella storia, in quella realtà parallela, non ci sarebbero stati porti chiusi, navi cariche di minorenni in balia delle correnti, ostaggi sulla Diciotti, decreti sicurezza, protezioni umanitarie cancellate, tempeste perfette sui nostri titoli di Stato, scontri all’arma bianca con le istituzioni e i partner europei, e magari sarebbe ancora in piedi l’ipotesi di una revisione del Trattato di Dublino. Non ci sarebbe stato nemmeno un condono fiscale

Probabilmente, non sarebbe stato niente di particolarmente diverso dalla coalizione tra il Psoe e Podemos che è nata in Spagna. Certo, il Pd avrebbe dovuto fare qualche abiura, alcune delle quali dolorose come il Jobs Act, altre molto meno, come la Buona Scuola, e magari avrebbe dovuto cedere alla pressione di rivedere la Legge Fornero. Vero. Ma forse, se proprio si volevano proteggere i figli dei governi Renzi e Gentiloni, incidere nelle modifiche sarebbe stato molto meglio che lasciare le proprie leggi in balia delle due forze che vi si erano opposte più ferocemente.

In quella storia, in quella realtà parallela, non ci sarebbero stati popcorn da sgranocchiare, ma rospi da ingoiare. Se non altro però, non ci sarebbero stati porti chiusi, navi cariche di minorenni richiedenti asilo in balia delle correnti, ostaggi sulla Diciotti. Non ci sarebbero stati decreti sicurezza, taser ai poliziotti, protezioni umanitarie cancellate. Non sarebbe stata distrutta la rete Sprar dell’accoglienza coordinata ai richiedenti asilo, che al contrario sarebbe stata potenziata. Non ci sarebbero state tempeste perfette sui nostri titoli di Stato, scontri all’arma bianca con le istituzioni e i partner europei, e magari sarebbe ancora in piedi l’ipotesi di una revisione del Trattato di Dublino. Non ci sarebbe stato un condono fiscale e magari staremmo parlando di una legge di bilancio che devia dagli accordi presi con la Commissione Europea per investire in formazione, o nell’infrastrutturazione digitale del Paese. Con ogni probabilità, non sarebbe stato il governo dei sogni, ma non avremmo avuto Savona, Borghi e Bagnai a dettare l’agenda economica del governo.

E insomma, si può far finta fino a un certo punto che questa possibilità fosse del tutto preclusa, che fosse un bluff, che dovesse passare irrimediabilmente dall’impossibile passo di lato di Matteo Renzi, che non sarebbe funzionata comunque. Perché la possibilità c’era. E non coglierla è stata una scelta, con il suo carico di conseguenze politiche: il crollo del Pd - mentre lo stesso Fico, ironia della sorte, si prende gli applausi alle feste dell'Unità - la crescita siderale del consenso leghista, il rischio che alle elezioni europee i gialloverdi si prendano il 70% del consenso complessivo, facendo strame delle opposizioni o di quel che ne rimane e incardinando tra loro il nuovo bipolarismo all’italiana, all’insegna dello statalismo e dell’euroscetticismo. Fa male, ma va ribadito: girarsi dall’altra parte, rifuggire le responsabilità, ritirarsi sull’Aventino e mangiare popcorn è stata una scelta irresponsabile e autolesionista. Quanto, lo scopriremo presto.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook