18 Ottobre Ott 2018 0541 18 ottobre 2018

Nascere belle è una fortuna, ma il secolo della bellezza è finito

Per le donne la bellezza può essere una zavorra di cui liberarsi con l’età. Nel dubbio, la donna veramente libera da sé e dagli altri deve essere brutta, sin da subito

Rossellini Linkiesta
Foto da pagina Facebook Isabella Rossellini

Meglio essere brutte. Da brutte si possono fare grandi cose, fin da subito: non c'è bisogno che la pelle si avvizzisca e il colorito sfiorisca. Le donne belle, belline, bellocce ci mettono un tempo infinito a liberarsi dell'idea di bellezza: che ve ne sia poca, che non ve ne sia abbastanza, o al contrario che ce ne sia in gran quantità. La bellezza è un problema, te la godi meglio quando ti ha abbandonato. Fa riflettere il candore con cui Valeria Golino, che ha presentato « Euforia », la sua seconda prova impegnata da regista a Roma, risponde, in un'intervista del Messaggero: Si piace ancora molto ? «Meno dal punto di vista fisico e più come attrice: negli ultimi 15 anni sono enormemente migliorata e non ho paura a riconoscerlo. I 50 mi hanno liberata: esentandomi dall'obbligo di essere bellissima, mi hanno permesso di concentrarmi sulla recitazione. »

Si ha l'impressione che essere bella sia una gran fortuna, ma ancora di più è liberarsi di questa qualità per fare venire fuori anche altro, tutti i lati del poligono donna

Valeria Golino non è certamente l'ultima delle attricette sconsiderate. Ha una intensa storia professionale, un ottimo cv in campo di uomini – suo ultimo bonazzo fisso fu Riccardo Scamarcio, storia dalla « grande delusione » - eppure disegna con lucidità un ritratto socio-psico-umanitario del mondo. Se sei una donna bella, molto bella, sei principalmente una donna molto bella per tutto il secolo della bellezza. Tanto basta. Così come ti vedono gli altri sei costretto a vederti tu: intendiamoci, anche con i vantaggi del caso. Niente multe in macchina se ti ferma la polizia, attore bonazzo giovane, film su film, primi piani, gran carriera. E dunque: pigrizia. Che Golino lo ammetta così candidamente, fa un po' ridere ma anche riflettere. Perché poi quelle belle belle sanno anche invecchiare bene. Se scoprono che la bellezza (parola ripetuta 100 volte ad ora) è un dolce peso e può lasciare il posto ad altro, tanto vale non crearne una surrogata con bisturi e punturine.

O meglio: senza eccedere e dare luogo a nuovi mostri. Si pensi alla bellissima Isabella Rossellini, non più giovane, ma pur sempre testimonial eterno di Lancôme. Da quando non è più la Rossellini dall'accento italiano di David Lynch e la femme fatale per tutti, è una donna libera: gira il mondo con il suo monologo in mezzo alle galline e agli animali. È venuto fuori il suo vero spirito, l'inner self: amici a quattro zampe, foto della famiglia, del nipote. Su Instagram pubblica foto del passato e del presente, li confronta senza paura. Ci insegna. E dunque si ha l'impressione che essere bella sia una gran fortuna, ma ancora di più è liberarsi di questa qualità per fare venire fuori anche altro, tutti i lati del poligono donna. Poi, non siamo ipocriti : ci sono anche attrici (e attori) prese perché hanno un bel corpo e aumentano la soglia dell'attenzione. Il sistema non si può cambiare, questa è la società. Ecco perché nel dubbio, la donna veramente libera da sé e dagli altri deve essere brutta. Sin da subito.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook