19 Ottobre Ott 2018 0559 19 ottobre 2018

Leggete Gli indifferenti di Moravia per orientarvi nella selva dell’esistenza

Allinearsi alla ferocia della realtà è la vera rovina dell'anima. Viviamo in una società anestetizzata e siamo tutti più soli, ma non possiamo arrenderci e stare guardare. Come diceva Moravia: cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia

Indifferenti Linkiesta
Fotogramma del film "Gli indifferenti"

Nessuno si salva da solo. Nel lavoro come nella vita. Buttiamola in filosofia. Allo specchio, due grandi pensatori, uomini e mirabili filosofi. Aristotele non aveva dubbi: chi è incapace di vivere in società o non ne ha bisogno perché è sufficiente a sé stesso oppure deve essere una bestia o un dio. Nemmeno il più mitomane di noi si paragonerebbe a un dio dunque dobbiamo impegnarci a vivere insieme agli altri per non diventare la quintessenza delle bestie. Perché l’uomo è sì un animale ma sociale e anche sul lavoro può vivere solo in squadra per star bene davvero e per costruirsi una carriera. Ma bisogna scegliere una squadra vincente e remare tutti nella stessa direzione. Non è facile né automatico amare quello che si fa e che si ha, a volte ci sentiamo sul baratro ed è proprio nel buio che dobbiamo divorare la vita. Lottare per raggiungere quello che desideriamo davvero altrimenti ameremo, tristemente, ciò che troviamo. Chi si accontenta gode, dice un adagio popolare. Ne siete davvero certi?

Poi c’è un altro grande filosofo che invece nell’uomo aveva ben poca fiducia o forse lo conosceva troppo bene per averne: Thomas Hobbes. Homo homini lupus, diceva. Secondo lui l’uomo ha una natura fondamentalmente egoistica, e a determinare le sue azioni sono l’istinto di sopravvivenza e di sopraffazione. Non possiamo piegarci a questa logica di vita. Ma non possiamo nemmeno arrenderci al mondo e stare a guardare. Perché non è tanto la cattiveria dei nemici a spaventare ma il silenzio, a volte conciliante, degli amici. La ferocia della nostra società sta tutta nell’indifferenza. Adattarsi è una qualità, anche se a volte dolorosa, ma allinearsi è la vera rovina dell’anima. Viviamo in una società anestetizzata. Dai social alla spettacolarizzazione del dolore, dall’abitudine alle bestialità, alla solitudine davanti allo schermo, del computer o della tv che sia.

Siamo tutti più soli. Spesso restiamo a guardare intontiti come se ciò che accade attorno a noi sia inevitabile, anche quando dovremmo gridare a gran voce la nostra indignazione.

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