22 Ottobre Ott 2018 0547 22 ottobre 2018

I fish and chips? Non li inventarono gli inglesi, ma gli ebrei di Spagna

Nonostante sia la quintessenza della britannicità, la combinazione di pesce e patate fritti è il risultato della sovrapposizione di ondate migratorie e culturali che sono avvenute nei secoli

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Della cucina inglese non c’è niente di inglese. Nemmeno i “fish and chips”, il piatto più britannico di tutti, uno dei pochi che, in virtù della sua diffusione, venne esentato dal razionamento durante la Seconda Guerra Mondiale. “Patate e pesce? Sono un’ottima compagnia”, diceva Winston Churchill. Pensava di essere patriottico e, invece, stava lodando un’invenzione ebraico-portoghese portata in Inghilterra 400 anni prima.

Per la precisione, arrivò insieme al flusso di ebrei portoghesi espulsi dal Regno di Portogallo dopo la salita al trono di Isabella di Spagna, moglie di Manuele I. Fu ordinato, in quel periodo, che tutti gli ebrei fossero battezzati o, in caso di rifiuto, allontanati dal Paese. Alcuni di loro se ne andarono, altri si convertirono. Altri ancora fecero finta di convertirsi ma continuarono a praticare la religione ebraica. Erano i marranos. Un trucco che andò bene fino a quando non arrivò l’Inquisizione spagnola, che prese di mira proprio loro. A quel punto non restò altro da fare che lasciare la penisola iberica.

Ricostruire le rotte dell’esilio è affare complicato Basterà notare che il pashkado frito, una delle leccornie della cucina sefardita seguì i suoi inventori e prese la via del mare fino in Inghilterra. Qui si adattò benissimo ai costumi locali. Il pesce bianco (merluzzo o eglefino), se fritto in pastella, si conservava un poco più a lungo. Poteva venire cucinato il venerdì e poi consumato il sabato, giorno sacro per gli ebrei in cui non è loro consentito né lavorare né cucinare (né accendere fuochi o luci d nessun tipo). I cristiani, invece, il pesce di venerdì non solo lo cucinavano, ma lo mangiavano anche – appunto perché, non essendo sanguinolento, veniva considerato di magro.

La coincidenza degli interessi favorì la diffusione del pesce fritto in pastella. Fu così che, quando arrivarono nel 1800 le patate in formato “chips” in Gran Bretagna, si fece trovare pronto per l’accoppiamento.

Non è noto chi fu il primo che pensò di metterli insieme: secondo alcune ricostruzioni, sempre un ebreo. Un certo Joseph Malins, che inventò il primo negozio di “fish and chips” a Londra nel 1860. Altri invece parlano di John Lee, un uomo di Manchester, che vendeva “patate” e pesce. Ma è un campo in cui la verità sfiora la leggenda, e la realtà la fantasia. Tutto ciò che si può dire è che, sia che vengano dalla Spagna o dalle Americhe, i “fish & chips” non sono un piatto della tradizione inglese. Ma di sicuro lo sono diventato.

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