25 Ottobre Ott 2018 0652 25 ottobre 2018

Niente tasse ai giganti del web: così i sovranismi ci fanno perdere un mare di soldi

La proposta francese arriva a Strasburgo: 3% di tassa alle imprese che guadagnano coi nostri dati e fatturano più di 750 milioni all'anno. Sembra robetta, ma non passerà per l’opposizione di quattro Paesi, Irlanda in testa. Così ci bruciamo almeno 5 miliardi di gettito all’anno

Europa Linkiesta

Se avete amici che sostengono che l’Unione Europea sia sbagliata, che il futuro passa dagli Stati nazione e dalla riconquista della loro sovranità, che si può sopravvivere nani in un mondo di imperi globali, raccontategli questa storia: c’era una volta un ministro dell’economia, Bruno La Maire, che è andato a Strasburgo, alla sessione plenaria del Parlamento Europeo, a proporre un’idea: una tassa del 3% sui ricavi prodotti in Europa dei giganti tecnologici con un fatturato di almeno 750 milioni all’anno. Non è un refuso: 3%, non 30%. Perché oggi, Facebook, Google, Apple e Amazon non pagano nemmeno quello, approfittando della legislazione compiacente di Paesi come l’Irlanda, che hanno deciso che per diventarne la sede europea, e portarsi a casa l’indotto occupazionale e tecnologico che ne consegue, possono permettersi di non far pagare loro alcuna imposta.

Così, nei fatti, giganti tecnologici come Facebook che vivono dei dati che concediamo loro gratuitamente possono permettersi di fare ricavi per 40 miliardi all’anno possono permettersi di pagare le tasse che pagherebbe una piccola e media impresa, se le pagano. Valga per tutti il caso Google, che ha di recente chiuso un contenzioso con l’Agenzie delle Entrate italiane sulle tasse (non) versate tra il 2002 e il 2015 e che verserà 306 milioni di euro nelle casse dello Stato. Pure poco, se ci pensate: stando ai numeri dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, nel solo 2015 i ricavi di Google originati in Italia sono stati pari a 637 milioni di euro, ma solo 67 milioni sono stati dichiarati in Italia. Potremmo continuare all’infinito, ma basta questo esempio per arrivare al dunque: un mondo in cui le cinque aziende più capitalizzate non pagano le tasse, tanto più se fanno soldi a palate utilizzando i dati che gli offriamo gratuitamente, è un mondo profondamente ingiusto. Peggio ancora: l’ingiustizia, dopo che tutti abbiamo pagato le tasse che, in teoria, dovrebbero ridistribuire la ricchezza, aumenta anziché diminuire.

Capite come tutto questo sia ingiusto, vero? Che se potessimo imporre un’aliquota unica minima a tutti i giganti del web avremmo un gettito enorme per abbassare le tasse alle nostre imprese o per fare investimenti pubblici su formazione, ricerca e innovazione? Che gli Stati europei sono la malattia e l’Unione Europea è la cura? Che il sovranismo nazionalista distrugge sovranità, anziché crearne di nuova?

Torniamo alla proposta La Maire, perché in fondo l’Europa serve a questo. Il ministro francese sta infatti cercando il consenso dei 27 Paesi Ue per convincerli tutti, nessuno escluso, a imporre la medesima tassa ai giganti tecnologici. In mano ha un stima, secondo cui se tutti imponessero la medesima tassa, ci sarebbe un extragettito europeo di almeno 5 miliardi all’anno. E una certezza: che nessuno di questi giganti si sognerebbe di abbandonare il primo mercato mondiale per un misero 3% di tasse in più. C’è un solo modo, però, affinché tutto funzioni: che i Paesi europei siano tutti d’accordo. Che il primo mercato mondiale si auto-definisca come tale e non come una somma di ventisette piccoli mercati che si scannano tra loro per un piatto di lenticchie. Per ora non è così. Quattro Paesi, Irlanda, Svezia, Estonia e Repubblica Ceca si sono detti radicalmente contrari a questa ipotesi e senza il loro voto favorevole non c’è possibilità che la proposta La Maire passi. E se non passerà, i giganti del web continueranno a fare miliardi di Europa, coi nostri dati, senza pagare una briciola di tasse. E noi passeremo il tempo a prendercela con gli immigrati, con i burocrati che non ci fanno indebitare e con lo Stato canaglia che si porta a casa la metà del fatturato delle proprie piccole e medie imprese.

Capite come tutto questo sia ingiusto, vero? Capite che se potessimo imporre un’aliquota unica minima a tutti i giganti del web avremmo un gettito enorme per abbassare le tasse alle nostre imprese - pensate che bello, uno sconto fiscale europeo - o per fare investimenti pubblici su formazione, ricerca e innovazione? Che oggi come oggi giocare contro Usa, Cina e Russia con una squadra di 27 nanetti che litigano tra loro (e con il 28esimo che ha deciso di mollarli) è una scelta che rischia di battere ogni record di autolesionismo? E capite che gli Stati europei sono la malattia e l’Unione Europea è la cura? Che il sovranismo nazionalista distrugge sovranità, anziché crearne di nuova? Ecco: magari è l’ora di capirlo.

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