29 Ottobre Ott 2018 1210 29 ottobre 2018

Bankitalia: i costi dei fondi sono troppo alti e manca indipendenza

Da Palazzo Koch si torna a prendere di mira l'industria del risparmio gestito, ma anche il modello distributivo ad architettura aperta: l’incremento della quota di mercato dei gestori esteri non ha abbassato i costi per i clienti

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DAMIEN MEYER / AFP

La Banca d’Italia torna a concentrarsi sui fondi italiani. Non è di certo la prima volta che l’istituzione sottolinea le inefficienze del sistema del risparmio italiano, ma raramente lo ha fatto con puntualizzazioni così nette e circostanziate. “A fronte della tendenziale diminuzione delle commissioni di gestione a livello globale, negli ultimi dieci anni i costi dei fondi comuni italiani sono risultati in aumento sia per via della crescente applicazione di commissioni di entrata/uscita sia per l’introduzione delle commissioni di collocamento nei fondi a scadenza” ha sostenuto Carmelo Barbagallo, capo del dipartimento di vigilanza bancaria e finanziaria, intervenendo a una conferenza sul tema a Milano.
A trainare il costo dei fondi italiani, in controtendenza con ciò che avviene a livello mondiale, sono secondo l’istituto di Palazzo Koch le commissioni di entrate e uscita e quelle di collocamento.

nteressante notare come si tratti di voci di costo slegate da motivazioni inerenti alla gestione, ma si tratta al contrario di commissioni che vanno a remunerare la struttura di vendita. Le commissioni di collocamento sono anche particolarmente difficili da individuare per l’investitore oltre che gravose, come avemmo modo di sottolineare nella nostra indagine sui fondi a scadenza.

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