Ambiente
29 Ottobre Ott 2018 1130 29 ottobre 2018

Day Zero: quando rimarremo senza acqua non avremo più un futuro né libertà

Da Cape Town a Los Angeles, da San Paolo a Barcellona, si stima che sempre più città avranno problemi di scarsità d’acqua nei prossimi anni, mentre aumentano le inondazioni, i dissesti idrogeologici e le allerte meteo

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Immaginate una città come Roma o anche di più che improvvisamente chiude tutti i suoi rubinetti che portano l’acqua nelle case. Non è più possibile usare gli scarichi, le docce sono limitate a due a settimana, meglio una, niente acqua per irrigare, niente lavatrici o lavastoviglie in funzione per più di una volta a settimana. Le file ai camion cisterna con le taniche per avere un po’ d’acqua da utilizzare per tutti i giorni. A cambiare è il concetto stesso di libertà. Lo chiamano “Day Zero” e indica il momento in cui una città non ha più accesso alle normali risorse d’acqua perché tutti i bacini da cui attinge sono ormai quasi prosciugati.

È successo a luglio a Cape Town, è successo tre anni va a San Paolo in Brasile, nel 2008 a Barcellona e a Los Angeles ogni anno quando ci sono troppe giornate di sole è proibito ogni uso non necessario dell’acqua potabile. Si stima che circa 14 delle più grandi città del mondo stanno avendo o avranno problemi di scarsità d’acqua nei prossimi anni e con la crescita inarrestabile delle megalopoli cinesi e indiane la situazione non è destinata a migliorare.
Dall’altro lato, lo abbiamo vissuto anche noi in Italia, aumentano le inondazioni, i dissesti idrogeologici, le allerte meteo. Tra il 1995 e il 2015 il 90% delle calamità erano legate all’acqua. In vent’anni le inondazioni hanno ucciso circa 157.000 persone. Nei soli Stati Uniti questo ha pesato sul bilancio per circa 300 miliardi di dollari.

In questi anni l’umanità si è trovata di fronte a una sfidafin troppo sottovalutata in questi lunghi anni di crescita demografica: la gestione delle risorse, dell’ambiente e dell’acqua. Una gestione che deve avvenire a lungo, lunghissimo termine e che oggi ci ha portato a città con i rubinetti chiusi e improvvisi allagamenti a sorpresa. Un problema che riguarda solo marginalmente la vita di tutti i giorni, è il settore agricolo quello che sfrutta tra l’80 e il 90% dell’acqua disponibile, seguito dalla produzione di energia e dall’industria.

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