29 Ottobre Ott 2018 0600 29 ottobre 2018

Chiedere un prestito? Basta pregiudizi, non è una cosa da poveri

Se chiedi un prestito, insomma, è perché non riesci a sbarcare il lunario? No, il prestito non è una cosa da indigenti

Prestito Linkiesta
(Pixabay)

Se in passato veniva richiesto da persone che effettivamente non avevano grandi possibilità economiche, nell’ultimo decennio i prodotti offerti dagli istituti di credito si sono diversificati per andare incontro a più esigenze, peraltro abbassando i tassi. E infatti il prestito è richiesto anche da persone che dal punto di vista finanziario non si possono lamentare.

Sarà che, almeno sulla carta, l’idea di indebitarsi non piace a nessuno. Ma sembra che riguardo al concetto di “prestito” sia ancora fin troppo diffusa l’idea che sia un prodotto a cui si ricorre, per dirla con un eufemismo, quando non si hanno grandi risorse economiche a disposizione. Se chiedi un prestito, insomma, è perché non riesci a sbarcare il lunario?

La risposta è abbastanza scontata, altrimenti non sareste nemmeno qui a leggere un articolo a riguardo. No, il prestito non è una cosa da indigenti, tant’è che “anche fasce più abbienti si ritrovano a chiedere la sottoscrizione di un prestito per evitare di dover sborsare per un qualsiasi motivo una liquidità che magari spenderebbero in altro modo”, spiega Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, a Linkiesta. Questo perché il prestito è un prodotto vantaggioso da molti punti di vista: mediamente facile e rapido da ottenere rispetto a un mutuo, prevede tassi di interesse generalmente contenuti, che consentono di avere effettivamente della liquidità fisica sotto mano in poco tempo, senza dover ripagare cifre esose a posteriori.

Non a caso, infatti, il prestito personale (per dare una definizione, una forma di credito al consumo pensata per le famiglie e i privati, al pari, ad esempio, di una carta di credito) oggigiorno viene richiesto da tipologie di persone molto diverse. «Non è che in Italia sia molto diffusa l’abitudine a sottoscrivere un prestito per qualsiasi cosa», specifica Anedda, ma comunque il mercato è sano e competitivo, il che consente di avere molta scelta e anche di strappare delle buone offerte in termini di tassi di interesse.

Gli istituti di credito hanno iniziato a moltiplicarsi e soprattutto a diversificare la propria offerta

Essendo un prodotto in generale molto diffuso, difficile sarebbe stilare un “profilo tipo” del richiedente un prestito. «In generale, prima dei 25 anni è difficile che una persona si ritrovi a sottoscrivere questa tipologia di credito al consumo», spiega Anedda, ma comunque da quell’età in poi si trovano un po’ tutte le diverse tipologie di consumatori, variabili per età, tipo di impiego e classe di reddito, almeno per quanto riguarda le principali finalità del prestito (acquisto auto e/o moto, ristrutturazione casa e acquisto d’arredamento). Per dare due numeri: secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del gruppo MutuiOnline, in Italia il prestito è generalmente più diffuso tra i quarantenni impiegati a tempo indeterminato, con un reddito annuo tra i 10 e i 30mila euro l’anno, per importi tra 5 e i 10mila euro e con una durata media di 60 mesi.

Se fino ad un decennio fa - e, a dire il vero, «fin dalla notte dei tempi, quando diventavi schiavo di chi ti prestava i soldi», scherza Anedda - il prestito era visto come qualcosa a cui si ricorreva solo in caso di difficoltà economica, soprattutto in tempi recenti questo è stato sdoganato come un falso mito, e i finanziamenti sono diventati sempre più accessibili da diverse tipologie di persone. A partire dagli anni Duemila, in particolare, gli istituti di credito hanno iniziato a moltiplicarsi e soprattutto a diversificare la propria offerta (che prima era prettamente legata all’attività dei concessionari automobilistici), cavalcando l’onda del boom delle ristrutturazioni e l’introduzione di varie agevolazioni fiscali, che «hanno reso più semplice per tutti l’accesso a determinati investimenti», spiega ancora Anedda.

Meglio stare alla larga da tutte quelle offerte che promettono soldi facili e immediati senza garanzie o requisiti particolari

Ciò detto, però, bisogna tenere presente che per accedere a un prestito è necessario avere un profilo creditizio stabile e mediamente solido, altrimenti difficilmente ci si vedrà assegnare il finanziamento sperato. Meglio stare alla larga da tutte quelle offerte che promettono soldi facili e immediati senza garanzie o requisiti particolari. «Il più delle volte sono delle trappole appositamente studiate per incantare la persona che ha bisogno di una liquidità immediata, giocando soprattutto sulla velocità di erogazione, e che però poi finiscono per aggiungere agli interessi altre spese non previste inizialmente, obbligando la persona a sborsare molto più denaro di quanto preventivato», precisa l’esperto. Si tratta di istituti che puntano a ingolosire proprio chi, magari anche per motivi legittimi, ha una storia finanziaria un po’ barcollante e quindi non avrebbe modo di vedersi erogare un finanziamento. Ma così facendo «si mette a rischio la situazione della persona stessa, quella dell’istituto e dell’intero settore», spiega Anedda. Per questo, se ci si trova in una situazione di fragilità economica, è bene ponderare a dovere e, nel caso il prestito sia difficilmente sostenibile, meglio desistere e rimandare l’impegno economico che ci si è prefissati a un secondo momento.

Perché se è vero che oggi il processo di sottoscrizione di un prestito è diventato molto semplice e immediato e bastano appena un paio di giorni per trovarsi la liquidità richiesta sul conto corrente, d’altra parte la fretta non è mai una buona consigliera quando si tratta di prendere questo genere di decisioni. Le regole fondamentali? La prima: informarsi bene e valutare diverse opzioni con vari istituti di credito, comparando i tassi di interesse proposti. La seconda: quando si confrontano le offerte, non guardare soltanto al Tan, il tasso di interesse puro, ma anche al TAEG, l’indicatore che dà conto delle spese aggiuntive che il finanziamento prevede (se la percentuale del Taeg supera di molto il Tan, o addirittura lo raddoppia, significa che le spese extra da affrontare potrebbero essere ingenti e che, pur con un tasso di interesse basso, il finanziamento potrebbe comunque rivelarsi troppo oneroso!). Infine, il terzo e forse più importante suggerimento: mai e poi mai, quando ci si rivolge all’istituto finanziario, chiedere liquidità pura – per gli istituti finanziari, questa tipologia di prestiti è più rischiosa, e quindi comporta tassi maggiori. Qualsiasi sia la finalità del vostro prestito, insomma, dichiaratela. A meno che non stiate facendo qualcosa di illecito, si intende...

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