Agricoltura 4.0
3 Novembre Nov 2018 0550 03 novembre 2018

Revotree, la startup che ha creato una app per gli agricoltori italiani

Revotree ha sviluppato una piattaforma per aiutare chi ha vigneti, frutteti e uliveti ad aumentare l’efficienza nella gestione dell’irrigazione tramite monitoraggio real time, dati e intelligenza artificiale. Il racconto del ceo Cosimo Calciano

Agricoltura Linkiesta
(MARCO BERTORELLO / AFP)

Presentiamo un riassunto della conversazione sul nostro gruppo Telegram (è aperto a tutti!) con la quale gli utenti hanno potuto parlare direttamente con il team di Revotree.

Revotree supporta grandi e piccoli agricoltori nell’ottimizzazione dei processi produttivi. Monitora da remoto i terreni in real time, automatizza l’irrigazione e sfrutta l’analisi dell’AI per risparmiare risorse e definire best practice per diffondere un’agricoltura 4.0 sostenibile. Risponderà alle nostre domande Cosimo Calciano, ceo della startup innovativa.

Cosimo, puoi spiegarci meglio di cosa vi occupate?
Buonasera a tutti, sono Cosimo Calciano, ceo di Revotree. Ingegnere elettronico e agricoltore. Revotree è una startup innovativa italiana che ha sviluppato una piattaforma per aiutare i frutticoltori ad aumentare l’efficienza nella gestione dell’irrigazione tramite monitoraggio real time, dati e Intelligenza artificiale.
Gli agricoltori che utilizzano Revotree risparmiano fino al 50% d’acqua, tempo e aumentano la produttività dei loro frutteti, vigneti e uliveti.

Revotree è composto da una componente hardware e una software interamente sviluppata e ingegnerizzata da noi. L’hardware si compone di tre dispositivi autonomi energeticamente, connessi alla rete e semplici da installare: R/Sense: sonda per la lettura dell’umidità del terreno; R/Station: stazione meteorologica per i parametri ambientali; R/Valve: controller per l’impianto di irrigazione.

La componente software permette la memorizzazione, elaborazione e visualizzazione dei dati letti, tramite una app. L’agricoltore quindi riceve insight sullo stato del terreno molto facili da comprendere e può trasformarli in azione, controllando l’irrigazione da remoto o addirittura automatizzandola in base ai parametri che vorrà impostare. I vantaggi offerti vanno oltre il monitoraggio e la gestione dell’irrigazione: aumenta anche il potenziale di tracciabilità del prodotto, potendo collegare i dati dei sensori alla produzione finale.

Gli agricoltori che utilizzano Revotree risparmiano fino al 50% d’acqua, tempo e aumentano la produttività dei loro frutteti, vigneti e uliveti

Cosimo Calciano, ceo di Revotree

E quale è il modello di business di Revotree?
Abbiamo scelto un modello di business che si adatta alle abitudini attuali del nostro mercato, con l’obiettivo di conquistarlo il più velocemente possibile e quindi poi cambiarne le abitudini. In questa fase iniziale vendiamo il nostro prodotto a un prezzo conveniente e con pagamento una tantum, con la condizione che i dati raccolti dai dispositivi installati restano di proprietà di Revotree. Il nostro obiettivo è infatti quello di diffondere rapidamente la nostra soluzione e poi creare nuove fonti di ricavo monetizzando il patrimonio di dati aggregati. I dispositivi diventano quindi il nostro strumento fidelizzare il cliente e quindi proporgli diverse soluzioni basate sui dati tramite upselling sulla piattaforma, offrendo servizi digitali sia agli agricoltori stessi che ad altri attori coinvolti nel mondo agrifood come assicurazioni, cooperative, aziende fertilizzanti. I dati saranno fondamentali anche per tutte quelle nuove tecnologie automatizzate nel settore dell’agritech.

Ci puoi dare un esempio concreto di come si potrebbero utilizzare questi dati?
È emblematico il progetto appena partito con una azienda agricola della provincia di Cremona: lì la maggior parte degli agricoltori non hanno il pozzo privato e quindi prendono l’acqua per irrigare in base a una turnazione. Proprio a causa di questa rotazione, molto spesso l’agricoltore irriga più del necessario convinto che il terreno riesca a trattenere l’acqua fino al prossimo turno. In realtà parte di quell’acqua viene sprecata perché il terreno raggiunge un punto di saturazione e quindi l’acqua ritorna in falda. Uno dei nostri obiettivi è quindi quello di collaborare con i consorzi di bonifica e tramite i nostri dati cambiare l’abitudine della turnazione rotativa in una rotazione dinamica in funzione delle reali necessità del terreno.

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