Intervista
8 Novembre Nov 2018 0557 08 novembre 2018

Elena Fattori dei Cinque Stelle: “Decreto Salvini? Ora speriamo nella Consulta. La nostra battaglia è appena iniziata”

Parla uno dei senatori dissidenti dei Cinque Stelle, usciti dall’Aula nel voto di fiducia posto dal governo sul decreto sicurezza: “È il contrario del programma 5S. L’immigrazione finisce nelle mani dei privati senza trasparenza. Riace? È stato strumentalizzato per attaccare tutto il modello Sprar”

Senato

Via libera del Senato al “decreto sicurezza”, approvato con il voto di fiducia. Matteo Salvini esulta su Twitter. Meno i Cinque Stelle. Tantomeno i dissidenti del Movimento che avevano già annunciato di essere contrari al provvedimento leghista. «Il nostro programma era l’opposto di questo decreto!», si sfoga la 5S Elena Fattori fuori da Palazzo Madama. Insieme a Gregorio De Falco, Paola Nugnes e Matteo Mantero, è tra i senatori pentastellati che hanno preferito uscire dall’Aula e non votare la fiducia posta dal governo sul decreto Salvini. «Non abbiamo votato a favore», ribadisce, «ma la nostra battaglia non finisce qui. Proveremo a cambiare il testo in Parlamento. E speriamo nella Corte Costituzionale, perché il decreto presenta diversi profili di incostituzionalità».

Senatrice, che fine hanno fatto gli emendamenti che aveva presentato?
Tutti respinti. Avevo presentato modifiche agli articoli 2 e 12 del decreto, quelli in cui si sposta il centro dell’accoglienza dei migranti dagli Sprar ai Cpr (Centri di prima accoglienza, ndr) e Cas (Centri di accoglienza straordinaria). Che vuole dire grandi numeri e grandi flussi di denaro in mano ai privati. E per di più l’assegnazione ai Cpr avverrà in deroga al codice degli appalti: questo è molto grave e molto deludente. Il contrario della trasparenza nella gestione dei fondi, che era al centro del programma del Movimento.

La Lega si è “mangiata” pure la parte del programma 5S sull’immigrazione?
Tutto questo decreto è contrario al programma del Movimento cinque stelle sull’immigrazione, non era nel contratto di governo né rispetta i patti pregressi.

Luigi Di Maio più volte aveva sostenuto che l’accoglienza dovesse essere pubblica per mettere fine agli interessi privati. Che fine fanno ora gli Sprar?
Il sistema Sprar viene fortemente depotenziato, nonostante costituissero centri di eccellenza per la gestione dei richiedenti asilo.

Come lo vede il caso Riace?
La questione Riace è stata usata in maniera strumentale per far passare questo decreto. L’attacco al sindaco da parte di esponenti del governo è servito a far passare il decreto: è stato demonizzata Riace per demonizzare un intero sistema che invece funzionava.

Si augura che ora il decreto possa essere migliorato nella discussione parlamentare?
Me lo auguro. In Parlamento ragioneremo su come modificare il testo. Spero nella Corte Costituzionale, perché il testo presenta anche diversi profili di incostituzionalità. La nostra battaglia è appena iniziata.

Quale sarà ora il destino suo e dei colleghi del Movimento usciti dall’Aula?
In teoria noi siamo obbligati a votare sempre la fiducia. Valuteranno i probiviri del Movimento.

E quali sono i rapporti tra Cinque Stelle e Lega?
Dipende da quali Cinque Stelle e da quale Lega.

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