8 Novembre Nov 2018 0600 08 novembre 2018

Perché pensare ai fantasmi ci aiuta a vivere meglio

Sono esseri sovrannaturali che continuano a popolare la Terra dei vivi. Entrare in contatto con loro fa paura perché su di loro sono proiettate le colpe delle ingiustizie perpetrate in passato

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Pensare ai fantasmi non è una cosa da bambini. Significa, in primo luogo, pensare ai morti. Come spiega questo articolo apparso su The Conversation, non esiste cultura che non abbia immaginato di incontrare queste particolari creature sovrannaturali. E il motivo è semplice: sono una componente importante della società e delle sue proiezioni. In questo caso, della sua necessità di giustizia.

Per i cristiani, che avevano assimilato e compreso tradizioni pagane più antiche, si trattava delle anime dei morti che, a causa dei loro peccati, erano rimaste incastrate in Purgatorio (venne consigliato a chi ci entrava in contatto di dedicare loro una messa. Ne nacque il business enorme delle indulgenze). Aiutarli significava riparare a un torto commesso (da loro).

In altre culture, come ad esempio a Taiwan, vedere un fantasma è considerato quasi normale. Almeno il 90% delle persone sostiene di averne visto uno. Addirittura, in loro onore viene celebrato il Mese dei Fantasmi, ispirato al racconto buddhista dell’Urabon Sutra. In questo periodo gli spiriti girano liberi per le città e le case. Alcuni, quelli buoni, sono bene accetti e portano benessere e prosperità (sono, di solito, appartenenti alla famiglia). Altri, quelli malvagi, portano disgrazia e dolore.

Come fa notare l’autore dell’articolo, nelle leggende e nelle mitologie di tutto il mondo è sempre per una buona ragione che i fantasmi tornano e infestano un luogo. Può trattarsi della mancanza di esequie funebri appropriate (in tal caso si deve ri-celebrare il funerale). Oppure per vendicare un omicidio (si pensi all’Amleto di Shakespeare). In altre situazioni, addirittura, tornano sulla Terra per impedire disastri e tragedie. A questo canone non sfuggono nemmeno le produzioni mediatiche contemporanee (come, ad esempio, il film Ghost con Patrick Swayze). I fantasmi, in questi casi, cercano e chiedono giustizia.

È notevole come questo atteggiamento si rispecchi anche nelle cronache della quotidianità. Dalle apparizioni nei castelli medievali a quelli nei college americani, i fantasmi appaiono per ricordare a tutti che, in un dato momento della storia, in quel luogo è avvenuto un fatto grave e cruento. In un certo senso, sono un promemoria. Il segno che il senso della morale, soprattutto quella offesa, sopravvive ai delitti. E rimane per chiedere giustizia. O almeno, un ricordo di compassione.

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