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19 Novembre Nov 2018 0559 19 novembre 2018

Al diavolo i grammar nazi: queste espressioni inglese sono corrette (anche se vi dicono di no)

Ci provano sempre a porre regolette, limiti, eccezioni: ma la lingua inglese, anarchica come poche, se ne frega. Ecco tre cose che secondo alcuni sono sbagliate ma, in realtà, sono giustissime

Union Jack

Sbagli e ti riprendono. Fai un errore e ti correggono, ma facendotelo pesare. Sono i grammar nazi: persone che non hanno niente di meglio da fare nella vita e si divertono a sottolineare gli errori, errorini ed erroretti di grammatica del prossimo. Custodi della verità rivelata (della Crusca), impartiscono lezioni e danno consigli. A volte, però – come spesso capita a individui di questo tipo – sbagliano anche loro. Peggio ancora: danno consigli sbagliati e, ahi ahi, seguono regole sbagliati. In definitiva, correggono errori che non sono errori.

Per consolare tanti poveri inglesi perseguitati da questa orda di maniaci, è intervenuto questo sito che elenca i “non-errors”. Cioè quelle scelte sintattiche, grammaticali e morfologiche che i più considerano sbagliate ma che, in realtà, sono correttissime. Forse insolite, ma corrette.

Separare “to” e il verbo all’infinito è consentito. “To boldy speak”, per esempio, farebbe suonare il pulsante rosso al rigido grammar nazi, ma è del tutto lecito. Anzi, se usato in modo appropriato aggiunge espressione e ritmo a una frase che, altrimenti, rimarrebbe descrittiva e robotica.

Mettere le preposizioni a fine frase: sembra naturale e invece viene stigmatizzato, soprattutto dai puristi parrucconi. Si può, anzi: in certi casi si deve. Come spiega qui il grammatico Jack Lynch, evitare di chiudere le frasi con le preposizioni può portare a risultati goffi, quasi comici. “He gave the public what it longed for” è bellissimo e scorre molto bene. Mentre un “He gave the public that for which it longed” è oscuro e non sembra nemmeno inglese. A dire la verità, questa discussione è stata risolta già da tempo da Winston Churchill, che, quando fu rimproverato per aver usato una frase che finiva con una preposizione, ha risposto così: “This is the sort of thing up with which I will not put”.

Un’altra regoletta da ingegneri della lingua è la distinzione tra “between” e “among”. Il primo si userebbe (come etimologia vuole: “-tween”) solo per distinguere tra due elementi, mentre il secondo va applicato da tre in su. Ebbene, questa norma da pedanti, oltre a essere disattesa dalla maggioranza delle persone, è smentita perfino dall’Oxford English Dictionary: “In tutti i casi, l’impiego di between è sempre stato usato, fin dalla sua prima apparizione, per distinguere anche più di due elementi”.

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