La trattativa
22 Novembre Nov 2018 0717 22 novembre 2018

Stesso deficit, ma per investimenti: ecco la proposta che dovremmo fare all’Europa

Via i simulacri di quota 100, reddito di cittadinanza e flat tax. Dentro un piano di investimenti straordinari, a saldi invariati. Questo dovrebbe fare il governo, per ribaltare il tavolo in Europa e per far crescere davvero l‘economia, che sta rallentando troppo

Ponte Morandi 3 Linkiesta
ANDREA LEONI / AFP

La seconda, definitiva bocciatura della legge di bilancio italiana non è l’unica cattiva notizia di ieri. Anzi, forse nemmeno è la peggiore. Preoccupa ancora di più, infatti, che l’Ocse abbia rivisto di nuovo al ribasso le stime di crescita dell’economia italiana: il Pil 2018, dicono da Parigi, crescerà solo dell’1,1%. Quello del 2019, dello 0,9%. “L’aumento dell’incertezza e dei tassi d’interesse ridurrà la propensione di famiglie e imprese a consumi e investimenti, controbilanciando gli effetti espansivi del bilancio pubblico sull’attività”, scrive l’Ocse, che è un modo tutto da economisti per dire che è colpa del governo in carica. Vero, ma solo in parte: è tutta l’Europa che sta rallentando, e Tria l’ha giustamente ricordato, qualche giorno fa, a margine dell’ultimo Eurogruppo. Ogni riferimento al raggelante -0,2% della Germania nel terzo trimestre dell’anno era voluto.

In poche parole: per l’italia e pure per l’Europa la mancata crescita è un problema molto più grave del deficit che sale. E forse è proprio da qui che bisogna partire, per provare a trovare un punto d’incontro con la Commissione, ammesso lo si voglia fare. In quest’ottica, il governo ha una carta in mano da giocare, per provare a far passare la sua linea: accettare di cambiare la manovra, mantenendo invariati i saldi della medesima. Nel concreto, rimandare a tempi migliori Quota 100, reddito di cittadinanza e flat tax per destinare i 21 miliardi circa di spesa aggiuntiva a un piano di manutenzione straordinaria dell’Italia.

La mancata crescita è un problema molto più grave del deficit che sale. E forse è proprio da qui che bisogna partire, per provare a trovare un punto d’incontro con la Commissione: rimandare a tempi migliori Quota 100, reddito di cittadinanza e flat tax per destinare i 21 miliardi circa di spesa aggiuntiva a un piano di manutenzione straordinaria dell’Italia

Juncker e Moscovici potrebbero non aver molto da eccepire: la tragedia del Ponte Morandi è l’indizio che c’è un sistema di viadotti che va messo in sicurezza, ad esempio. Così come del resto, le tragedie mancate dei soffitti che crollano nelle scuole sono la prova che ci sarebbe un bisogno enorme di nuova edilizia scolastica, anche per ridare dignità e orgoglio a un’istituzione morente. E ancora, la qualità dell’aria e il cambiamento climatico imporrebbero un massiccio intervento di riqualificazione energetica dei nostri edifici residenziali, parliamo di quelli costruiti tra gli anni ’60 e ’80, affinché diventino case passive, a consumo zero, come avviene in Germania e in Olanda.

Si tratta di interventi ad alto moltiplicatore, che metterebbero in moto l’economia molto più dei soldi ai pensionati e dei sussidi ai disoccupati. Che ridarebbero spinta a un settore dell’edilizia e delle costruzioni che è la reale spina dorsale dell’Italia e che ancora non è ripartito. E che produrrebbero, ne siamo certi, una complessiva iniezione di fiducia nel futuro in tutto il Paese: vede le gru e i cantieri non è solo gioia per gli occhi degli Umarell, ma percezione viva di una nazione in moto, che sta cambiamento, che sta costruendo il proprio domani. Così come portare i propri figli in scuole nuove di zecca, così come vivere in case che non consumano energia.

Fossimo in Salvini, Di Maio, Conte e Tria ci penseremmo bene. Alle europee il governo ci andrebbe comunque con la medaglia del 2,4% appuntata sul petto, magari con una crescita superiore del Pil e con le opposizioni costrette a far buon viso a cattivo gioco, di fronte a una proposta politica coraggiosa e di buon senso. Meglio questo o un simulacro di Quota 100, di reddito di cittadinanza e di flat tax, patacche costosissime che non c’entrano nulla con le promesse (molto molto più costose) fatte a cittadini italiani in campagna elettorale?

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