26 Novembre Nov 2018 1547 26 novembre 2018

Industria 4.0 ha funzionato? Sì, ma il futuro è un’incognita

Il piano impresa 4.0 aveva dato buona prova, ma attualmente è in discussione, e i non pochi sforzi fatti rischiano di essere vanificati. Se ne è discusso alla conferenza di presentazione degli eventi che vedranno impegnate Messe Frankfurt Italia e ANIE Automazione nel corso del 2019

Industria_4.0

Quale futuro attende il settore dell’automazione industriale dopo un biennio che ha registrato un andamento positivo grazie alle misure contenute nel piano Calenda? Su questa domanda, e sugli effetti molto positivi finora prodotti dal piano Impresa 4.0, si sono interrogati ANIE Automazione e alcuni top player industriali (Bayer Italia; Artsana; Stevanato Group; Bussetto; Metropolitane Milanesi) nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi che vedranno impegnate congiuntamente ANIEe Messe Frankfurt Italianel corso del 2019.

Ad aprire la conferenza è stato Fabrizio Scovenna, presidente di ANIE Automazione, il quale non ha nascosto le preoccupazioni per il futuro del comparto industriale in cui opera alla luce delle norme attualmente contenute nel DEF che verrà approvato nei prossimi mesi.

Come ha ricordato lui stesso, Confindustria e ANIE già a settembre – in un clima di profonda incertezza economica - avevano chiesto all’Esecutivo gialloverde di garantire la continuità e lo sviluppo del processo di trasformazione digitale delle imprese iniziato con il piano Calenda. In particolare, avevano avanzato alcune precise richieste: 1. Lacontinuità della Cabina di regiaistituita per le attività di coordinamento tra Ministeri, Università, Centri di ricerca e associazioni sindacali e territoriali; 2. La continuità degli strumenti fiscali(iper ammortamento; super ammortamento; credito di imposta per ricerca e sviluppo; Nuova Sabatini) che hanno dato un importante contributo al rinnovo dell’apparato strumentale delle imprese; 3. L’istituzione della figura del digital managernelle filiere e nelle reti di imprese; 4. Il rafforzamento dell’offerta di competenze, non solo attraverso l’istituzione dei competence center; 5. Una strategia di investimenti per sviluppare le tecnologie più avanzatequali AI, blockchain, cibersecurity e cloud.

Nel testo del Def attualmente in circolazione (sebbene fino al 31 dicembre l’Esecutivo possa effettuare eventuali modifiche correttive dello stesso) emerge, in realtà, un preoccupante depotenziamentodelle misure del piano Impresa 4.0: 1. L’assenza totale del super ammortamento per i beni generici (parzialmente sostituito dalla mini IRES al 15% sugli utili reinvestiti); 2. La riconferma del beneficio dell’iper ammortamento con le aliquote al ribasso, al fine di incentivare le PMI; 3. La cancellazione degli incentivi per la formazione in tema di Industria 4.0.

Nel testo del Def attualmente in circolazione (sebbene fino al 31 dicembre l’Esecutivo possa effettuare eventuali modifiche correttive dello stesso) emerge, in realtà, un preoccupante depotenziamentodelle misure del piano Impresa 4.0

“Avevamo chiesto al Governo in carica di consolidare l’investimento in macchinari che era stato fatto nel 2017. La vetustà del parco macchine nostrano (nel 2014 era di 12 anni e 8 mesi) aveva permesso, insieme agli incentivi, di invertire la tendenza. Lo scorso anno, ad esempio, si è registrato un incremento del 35% rispetto al 2016 delle macchine vendute in Italia. La nostra richiesta, quindi, era che venissero confermati la Nuova Sabatini l’iperammortamento e il superammortamento. Invece, ad oggi, pare che gli incentivi verranno ridotti in modo da venire incontro alle pmi: saranno inversamente proporzionali all’incremento dell’investimento fino a un tetto massimo di 20 milioni”,ha dichiarato Scovenna.

Dopo la conclusione dell’intervento di Scovenna, si sono succedute sul palco le testimonianze di 5 gruppi industriali che hanno tratto linfa vitale dall’adozione del piano Impresa 4.0 all’interno della propria realtà.

Il primo caso presentato è stato quello di Bayer, il cui stabilimento di Garbagnate Milanese è stato inserito dalWorld Economic Forum nella lista dei migliori siti produttivi 4.0 tecnologicamente più avanzati al mondo. “Abbiamo creato un percorso innovativo che segue due direttrici. La prima è quella di un software che suggerisce il piano di analisi di laboratorio. Insieme al software stiamo portando avanti progetti di realtà aumentata che, tramite i canonici “occhialini”, consente ai nostri tecnici specializzati di effettuare operazioni molto delicate riducendo il margine di errore grazie all’invio da parte del sistema di dettagliate istruzioni. Abbiamo un team che sta sviluppando le necessità di sviluppo e che cerca di tradurre in app tutto quello che può servirci. L’altra direttrice su cui ci stiamo muovendo è quello dell’advanced analytics. Raccogliendo dati dagli impianti stiamo iniziando a capire come prevenire una serie di problemi, dalle rotture ai blocchi macchina, che prima non eravamo in grado di evitare. Devo dire che questa trasformazione sta coinvolgendo tutti gli stakeholder, dall’azienda ai sindacati, senza che il timore che la tecnologia possa togliere posti di lavoro freni il dialogo”, ha spiegato Marco Cesana– Head of Engineering di Bayer Healthcare Manufacturing.

Anche Artsana Group, che è impegnata nello sviluppo di un meccanismo trasversale di scambio di competenze tra le diverse anime dell’azienda stessa, ha accelerato, grazie al piano Calenda, il suo processo di trasformazione digitale. “Abbiamo quattro stabilimenti in Europain cui lavorano circa 1.500 addetti. Abbiamo tante produzioni diverse, dalle linee di assemblaggio manuali a linee di riempimento da 120 pezzi al minuto. Per questo motivo, le logiche che stiamo cercando di sposare seguono un’idea precisa: non esiste un “progetto gigante” che risolve tutti i problemi, ma servono tanti piccoli progetti integrati, ognuno con le proprie peculiarità. Nel nostro stabilimento stiamo lavorando molto con sensori evoluti che monitorano tutto quello che succede nella macchina e nello stampo”, ha raccontatoil project manager Marco Gagni.

Un’altra azienda che ha sfruttato il piano Calenda per implementare processi di trasformazione digitale è Bottero, impresa specializzata nelle produzioni in vetro. Le problematiche principali riguardavano l’impossibilità di un controllo durante la realizzazione dei barattoli perché la temperatura elevata rendeva pressoché impossibile un monitoraggio costante. “Oggi nel mondo vetrario stiamo vivendo un cambio generazionale senza precedenti, perché una gran parte del processo gestito manualmente sta perdendo efficacia. Noi abbiamo una linea di produzione in vetro da 6–700 contenitori al minuto. Per vincoli tecnologici, fino ad ora si potevano esaminare questi contenitori solo un’ora e mezza dopo la loro realizzazione. E in caso di guasti o imperfezioni, diventa impossibile porre rimedio rapidamente e si sono buttati via 90 minuti di lavorazione. Inoltre, le bottiglie di vetro oggi hanno un peso superiore del 10-15% in più rispetto al necessario proprio per assicurare determinate caratteristiche. Ma se riuscissimo, come stiamo iniziando a fare, a controllare l’intero processo produttivo, avremmo un risparmio notevole in termini di materiali impiegati e una minore possibilità di errore e di spreco di tempo e macchinari. C’è poi un grande tema che riguarda la formazione: i giovani oggi hanno meno voglia di passare la giornata su una macchina calda, sporca e pericolosa, ma grazie a Industria 4.0 si può avere una notevole innovazione e minimizzare la presenza umana nelle fasi di lavorazione che offrono maggiori disagi”, ha raccontato Fabio Galliano, R&D Manager dell’azienda.

Anche Stevanato Group lavora nella produzione di vetro, ma applicato esclusivamente al settore farmaceutico. Un comparto in cui le nuove tecnologie stanno giocando un ruolo fondamentale, e in particolar modo l’intelligenza artificiale. “In Stevanato Group abbiamo un ambizioso progetto: introdurre l’Ai in tutti i sistemi di visione del gruppo. L’idea è di creare una piattaforma comune che utilizzerà le capacità dell’intelligenza artificiale per risolvere problemi tipici. Ci sarà una piattaforma per allenare la rete neurale, dal momento che le case farmaceutiche hanno bisogno di alternare momenti in cui la produzione è a pieno regime ad altri di maggiore “riposo”. Nel primo caso, è fondamentale incrementare il delivery time in modo da minimizzare le perdite di tempo”, ha spiegatoLuca Vallati, chief computer vision engineer dell’azienda.

Metropolitana Milanese, la società di ingegneria nata nel 1995 che, nel 2003, ha integrato il servizio idrico e nel 2014 anche l’edilizia popolare, ha fatto dell’innovazione in chiave 4.0 la sua “core competence”. Una parte fondamentale del business dell’azienda viene svolta tramite macchinari che possono essere monitorati attraverso meccanismi di telecontrollo. Ha spiegato Fabio Marelli, direttore dell’acquedotto milanese: “Abbiamo in gestione oltre 600 pozzi idropotabili. Per migliorarne il controllo, abbiamo iniziato a posizionare delle fibre ottiche negli acquedotti non tanto per visionarli, ma perché le fibre sono in grado di registrare rumori “sospetti”, come nel caso delle perdite idriche. Analogo lavoro stiamo facendo con le fogne, dove monitoriamo da remoto i cedimenti strutturali, e con i suoli stradali, analizzati tramite satellite”.

Si sono succedute sul palco le testimonianze di 5 gruppi industriali che hanno tratto linfa vitale dall’adozione del piano Impresa 4.0 all’interno della propria realtà

Gli appuntamenti per il 2019 con Messe Frankfurt Italia e ANIE

  • Il primo è il Forum Software Industriale e si terrà il 6 febbraio 2019 al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano. Smart Manufacturing, Virtual Manufacturing e Augmented Reality, Intelligent and Connected Product e Industrial Cyber Security saranno i quattro focus al centro del Forum, dedicato specificamente all’evoluzione delle tecnologie software nell’Industria 4.0.

  • Il secondo appuntamento è il 25 giugno a Bologna con lo Smart Vision Forum. L’iniziativa nasce dalla collaborazione di due associazioni di settore – AIdAM (Associazione italiana di automazione meccatronica) e ANIE Automazione – che prevede di dare spazio alle attività di divulgazione dei sistemi di visione, tra le tecnologie ritenute abilitanti per lo smart manufacturing. Partendo dal Forum si pone il focus sul futuro della machine vision e sull’impatto in questo comparto tecnologico dell’intelligenza artificiale.

  • Terzo appuntamento a settembre con la sesta edizione del Forum Meccatronica, che si terrà in Toscana. Nato nel 2014 dalla collaborazione di Messe Frankfurt Italia con il Gruppo Meccatronica di ANIE Automazione, il Forum è un momento di confronto tra gli attori della filiera dell’automazione industriale: fornitori di soluzioni e prodotti incontrano costruttori di macchine, integratori di sistemi e utilizzatori finali per discutere delle più innovative soluzioni tecnologiche presenti sul mercato. Un evento itinerante in costante crescita (l’ultima edizione si è conclusa con 35 espositori e 708 visitatori), che si rivolge e coinvolge il territorio in cui prende forma.

  • Ultimo appuntamento sarà la due giorni del Forum Telecontrollo che si terrà a Firenze il 23 e 24 ottobre 2019. Un appuntamento da sempre caratterizzato da sessioni convegnistiche, incontri e contributi di elevata qualità, che coinvolge i protagonisti dell’industria, dei servizi, delle utenze e delle istituzioni. In questa edizione, che avrà come titolo “Telecontrollo Made in Italy. Trasformazione digitale: modelli di business e competenze”, si parlerà di cloud, intelligenza artificiale, realtà aumentata e virtuale, 5G e protocolli di comunicazione, sicurezza informatica, ma anche di efficienza delle reti, di mobilità sostenibile e di città intelligenti.

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