Padri & figli
28 Novembre Nov 2018 0034 28 novembre 2018

Del padre di Di Maio non ce ne frega nulla. Di questa politica senza dignità ancora meno

Non c'è niente di più infame che usare gli affetti per colpire gli avversari politici: vale per Renzi e Boschi, tanto quanto per Di Maio. Piuttosto la politica smetta di combattersi a colpi di accuse e presunzioni di colpevolezza. Perché così si uccide da sola

Di Maio_Linkiesta

Possiamo dire che prendersela con Di Maio perché suo padre ha assunto gente che lavorava in nero, dieci anni fa, è macchina del fango allo stato purissimo? Possiamo dire che le prediche garantiste di Renzi e Boschi, seppur motivate da un legittimo dolore personale, sono in realtà un modo paraculo per consumare una vendetta postuma e freddissima? Possiamo dire che il contrattacco di Di Battista è un tentativo mal riuscito di buttarla in caciara a suon di torpiloquio per spostare l’attenzione (e i riflettori) dal “carissimo Luigi” a egli stesso? Possiamo dire che di tutta questa polemica da bambini dell’asilo non fa onore a nessuno, né tantomeno aiuta a riflettere su garantismo, giustizialismo e conflitti d’interesse?

Perché davvero ci siamo rotti le scatole di questa pantomima da Mani Pulite 4.0 consumata per interposti genitori, o nel sensazionalismo televisivo che mette alla gogna per una colf o per un dipendente in nero, nella ricerca spasmodica del più puro che epura il puro, senza capire nulla di quella frase di Pietro Nenni, che invitava i politici - tutti i politici - a evitare a far gare di purezza. E sono quasi trent’anni ormai, da quello stramaledetto 1992, che ci cascano tutti come pere mature. Dall’abolizione dell’immunità parlamentare alla fine del finanziamento pubblico ai partiti, sino ad arrivare a ministri che si dimettono se indagati, o anche solo coinvolti nelle intercettazioni, come Josefa Idem, Maurizio Lupi, Federica Guidi, tanto per citare i casi più recenti. Un po’ per compiacere il popolo, un po’ per marcare una diversità dagli “altri”, l’insieme universo dei politici disonesti. Per dimostrare di essere i più puri del mazzo, di nuovo.

Ci siamo rotti le scatole di questa pantomima da Mani Pulite 4.0 consumata per interposti genitori, o nel sensazionalismo televisivo che mette alla gogna per una colf o per un dipendente in nero, nella ricerca spasmodica del più puro che epura il puro, senza capire nulla di quella frase di Pietro Nenni, che invitava i politici - tutti i politici - a evitare a far gare di purezza

Peccato si finisca sempre per subirlo, il mazzo. Ogni volta più violento, ogni volta per motivi più futili, ogni volta convinti che dare del disonesto all’avversario, presumerne la colpevolezza alla ricezione di un avviso di garanzia sia più efficace che contestarne le politiche. Troppo facile limitarsi ai Cinque Stelle, alla Lega e alla loro atavica fame di gogna. Che dire del Pd che defenestra Marino per quattro scontrini, esulta quando Virginia Raggi viene messa sotto inchiesta per un reato che più stupido non si può e pensa di far fuori Salvini con i 49 milioni di rimborsi elettorali distratti da Bossi e Belsito dalle casse del partito?

Lo diciamo brutale: la politica nemmeno dovrebbe interessarsene, di queste cose. Dovrebbe starne fuori. E pure il politico sotto indagine dovrebbe fregarsene degli umori del Paese, dal giacobinismo e dell’invidia sociale, dei segnali alla nazione, degli elettori che non capirebbero. Dovrebbe stare lì, sulla sua bella poltrona, fino a che una sentenza definitiva e un interdizione dai pubblici uffici non lo mandi a casa. Dovrebbe avere le spalle abbastanza larghe per capire che tutte le indagini e le pseudo inchieste sui famigliari - giudiziarie o pseudo-giornalistiche che siano - servono solo a caricarlo di pressione emotiva, a renderlo più debole e vulnerabile colpendone gli affetti.

In una parola sola, la dignità perduta della politica si recupera anche così, sfidando il giustizialismo e le gogne mediatiche a viso aperto, come il solo Bettino Craxi, onore al merito, ebbe il coraggio di fare. Capendo che solo attraverso un meccanismo di mutua e reciproca tutela la politica ricomincerà a essere qualcosa di serio. In caso contrario, abituatevi alle polemiche sui papà di Di Maio e della Boschi. Non finirà qua, e sarà sempre peggio

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