3 Dicembre Dic 2018 1000 03 dicembre 2018

L’autostima serve, la superbia no. Ecco come distinguere l’una dall’altra cosa

Sul lavoro e non solo l’autostima ci fa essere positivi verso noi stessi e verso gli altri. Ma solo un filo sottile divide l’autostima dalla superbia. Come riconoscerlo?

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C’è una parola che nessuno utilizza mai, o meglio, che nel linguaggio comune sembra quasi voler essere evitata accuratamente: superbia. A nessuno di noi piace conversare con un superbo, così come non ci fa piacere parlare di qualcuno descrivendolo pieno di superbia. Soprattutto ci stizziamo un po’ se ci viene fatto notare che siamo superbi, anche se momentaneamente e già solo per una ridotta dose. Come se nessuno sia capace di gestire la superbia che arriva dagli altri o quella che spunta fuori da noi stessi. Eppure il mondo di superbi ne è pieno. È diverso invece se parliamo di autostima. Cambia tutto in un attimo, il mondo si fa più buono, noi tutti siamo più positivi, una forza quasi incontrollabile ci pervade. Essere in compagnia di una persona che si autostima ci fa bene. Accorgerci di possedere una buona dose di autostima ci fa sentire invincibili. L’autostima fa bene a sé stessi e agli altri.

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