4 Dicembre Dic 2018 0600 04 dicembre 2018

Codroipo e il bambolotto nero: se la reazione al razzismo è indignarsi per niente, abbiamo già perso male

L'indiganzione di intellettuali, politici e gente comune di sinistra sul cosiddetto caso delle ”bambole di Codroipo“, in realtà si basava sul nulla e, oltre che essere stato un pessimo spettacolo, è la mossa perfetta per perdere contro chi soffia sul disagio e sulla bassa xenofobia

bambole nere codroipo linkiesta
ErikaWittlieb / Pixabay

A metà degli anni Novanta, quando a Mai dire gol, Giacomo di Aldo, Giovanni e Giacomo entrò in scena su un ring di wrestling vestito di una calzamaglia nera e di un parapalle bianco su cui si tempesteva di mazzate con una bottiglia di plastica vuota. Bam bam bam bababam, urlava saltellando al ritmo di Gam Gam. Quel personaggio si chiamava Tafazzi e grazie a quel suo vizietto di martoriarsi i genitali battezzò per sempre con il suo nome quella particolare abitudine di autolesionarsi che, nel frattempo, è diventata anche una costante della sinistra italiana, e non solo quella in parlamento.

L’ultimo caso di tafazzismo è avvenuto in seguito di una notizia proveniente da quel di Codroipo, la cittadina friulana famosa in tutta Italia per un concerto dei Radiohead di qualche anno fa e per quella sua particolare somiglianza anagrammatica con la più famosa bestemmia tricolore. La notizia, riportata sabato 1 dicembre dal Messaggero Veneto e diffusasi a macchia d’olio lunedì in giornata, sosteneva che, nella sopraccitata cittadina in provincia di Udine, il consiglio comunale di destra avrebbe bocciato la proposta del centrosinistra di aggiungere al regolamento una norma che garantisse «la presenza di materiali ludico-didattici che fanno riferimento alle diverse culture».

il consiglio comunale di destra avrebbe bocciato la proposta del centrosinistra di aggiungere al regolamento una norma che garantisse «la presenza di materiali ludico-didattici che fanno riferimento alle diverse culture».

L’indignazione si è diffusa in un attimo, come un incendio in una pineta secca. Sono insorte pedagoghe, insegnanti, cittadini comuni, ex presidentesse della Camera. L’oggetto dell’indignazione? Il fatto che, dietro alla soppressione della frase citata sopra ci sarebbe stato l’intento della maggioranza di centro destra di limitare la libertà dei bambini stranieri di giocare con i giocattoli che vogliono. Il problema? Non è vero.

Ora, in un contesto come quello che stiamo vivendo, sarebbe già totalmente assurdo prendersela con un decreto che limita le libertà dei giocattoli quando poi, ogni giorno e per davvero, per strada e per mare, vengono fortemente limitate le libertà di persone vere, in carne ed ossa, per la sola colpa di non essere nati in Italia. Se poi questo atto legislativo non esiste, come pare che emerga dall’analisi dei dati che abbiamo a disposizione, non solo è assurdo, ma diventa incosciente, persino criminale.

Ieri è stato un giorno sbagliato. Ieri abbiamo assistito a quanto c’è di peggio nella sinistra, ovvero quando fa la morale agli altri senza essere capace di fare quel che dice agli altri di fare

Insomma, stiamo qui tutti santissimi i giorni a fare campagne su campagne sulla credibilità pari a zero della destra populista, ad attaccare Di Maio e Salvini per ogni cazzata che dicono e poi qual è la cosa migliore che sappiamo fare? Spammare, diffondere, cavalcare e indignarci per una notizia falsa. Una notizia falsa, una di quelle che, se avesse avuto segno opposto e avesse riguardato un episodio mai avvenuto inventato da Salvini avremmo chiamato in causa la Bestia, avremmo urlato alla macchinazione, alla propaganda, alla menzogna.

Ieri è stato un giorno sbagliato. Ieri abbiamo assistito a quanto c’è di peggio nella sinistra, ovvero quando fa la morale agli altri senza essere capace di fare quel che dice agli altri di fare. Ieri prima ancora di verificare che cosa fosse successo, senza aver minimamente le prove che nel Comune di Codroipo fosse in atto la discriminazione che gli si imputava, è stato gridato un grosso al lupo al lupo. Salvo verificare, dopo aver svegliato tutto il paese e iniziato a dare la caccia al lupo cattivo, che in realtà il lupo non c’era, ma che era solo un’ombra cinese, per altro manco fatta per bene.

La cosa che fa più rabbia, a vederla da sinistra, è che chi ha berciato istantaneamente non appena letto il titolo della notizia uscita sul Messaggero Veneto non ha pensato più di un attimo prima di reagire. Quello che fa più rabbia, è vedere tutta una parte del Paese, quella che si è sempre battuta per il riformismo democratico, essere talmente fuori dal mondo, talmente ingabbiata dentro un videogame, talmente incontinente sotto il profilo psicologico, da non saper nemmeno prendersi il tempo di capire che cosa fosse successo. Senza nemmeno prendersi il tempo di verificare. E ancora una volta, Salvini, da dietro il suo smartphone e con in mano manco una coppia vestita, ringrazia, sorride e si porta a casa il piatto.

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