luoghi da visitare
10 Dicembre Dic 2018 0559 10 dicembre 2018

Visita Aogashima, il paesino giapponese che vive all’interno di un vulcano (attivo)

Gli abitanti sanno che potrebbero essere vittime di una eruzione istantanea, ma preferiscono correre il rischio. Tutto sommato sono eventi molto rari (l’ultimo è avvenuto più di duecento anni fa)

Charly W
Charly W. Karl - Flickr
Charly W. Karl - Flickr

La vista non è male. L’unico problema per gli abitanti di Aogashima, una isoletta giapponese a poco più 300 chilometri a sud di Tokyo, è che abitano proprio in cima a un vulcano attivo. Non è un caso che, nella loro memoria nazionale, il 1785 è un anno importantissimo. È quello dell’ultima eruzione, in cui morirono circa 300 persone – e altre 327 furono costrette a fuggire.

Ma, nonostante il rischio sempre vivo che la storia decida, prima o poi, di ripetersi, i residenti continuano a risiedere. Non si preoccupano più di tanto, scelgono di non pensarci e, come spiega Masanubu Yoshida, uno degli abitanti, l’ultima eruzione è avvenuta 230 anni fa. Per cui le probabilità sono ancora favorevoli. Così pensano.

Anche se, è ovvio, “nessuno può battere la natura”, spiegano. Solo, scelgono di correre il rischio. I benefici del paradiso tropicale – la vista, il mare, la natura verdeggiante, la vita quieta – sono tantissimi. Vale la pena? Loro ne sono convinti. Tanto che vivono proprio lungo la parete del cratere esteriore, passano il temp pescando, campeggiando e facendo delle belle nuotate. E come attività, oltre all’agricoltura, c’è anche la fabbrica di un distillato, il shochu, simile alla vodka ma tradizionale della cultura giapponese.

In più il vulcano, a questi coraggiosi, regala anche sorgenti di acqua calda ed energia geotermica. Tradotto: saune naturali e forni naturali. Un turista, come scrive qui lo Smithsonian, ha raccontato che è possibile cuocere la pasta soltando appoggiandola sopra a uno dei tanti sfiatatoi dell’isola.

L’unico problema, oltre al rischio di trovarsi travolti da un’eruzione nel giro di poche ore, c’è il fatto che i venti e la pioggia impediscono di utilizzare la bicicletta. Ad Aogashima ci si muove in macchina, oppure si cammina.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook